Grazie ai decreti del governo ridotta del 45% la diffusione del Covid-19 in Italia ed evitato il ricovero di 200.000 persone

 

Secondo lo studio “Spread and dynamics of the COVID-19 epidemic in Italy: effects of emergency containment measures”, realizzato da un gruppo di scienziati italiani di Politecnico di Milano, università Ca’ Foscari Venezia, università di Zurigo, EPFL di Losanna e università di Padova (Marino Gatto, Enrico Bertuzzo, Lorenzo Mari, Stefano Miccoli, Luca Carraro, Renato Casagrandi, Andrea Rinaldo)accettato il 10 aprile e in uscita su PNAS e un modello che permettono l’analisi degli scenari futuri, «dall’inizio dell’epidemia al 25 marzo scorso, le restrizioni alla mobilità decise dal governo italiano hanno evitato il ricovero ospedaliero di almeno 200.000 persone e ridotto progressivamente la capacità di contagio del 45%».

Gli scienziati autori dello studio hanno una consolidata esperienza nello studio della diffusione di epidemie, in particolare del colera e di altre malattie legate all’acqua.

I risultati delle loro precedenti ricerche sono serviti all’Organizzazione mondiale della sanità e a Medici senza Frontiere per lo sviluppo delle strategie di intervento per limitare la diffusione di queste malattie e il team di ricercatori italiani e svizzeri dice di aver realizzato «il primo modello di contagio per l’Italia che tiene conto sia dell’evoluzione temporale dell’infezione nelle popolazioni locali che della loro distribuzione geografica, integrando gli spostamenti degli individui per raggiungere il luogo di lavoro, con una risoluzione a livello provinciale».

E al Politecnico di Milano spiegano che per farlo si sono serviti di «censimenti Istat per stimare la mobilità prima dell’epidemia e di uno studio indipendente che ha sfruttato la geolocalizzazione dei cellulari per capire di quanto si è ridotta la mobilità con le restrizioni imposte.

La mappa dei contagi risultante è stata poi confrontata con l’andamento reale dell’epidemia, riscontrando un’elevata accuratezza del modello matematico, che potrà quindi essere impiegato nello studio dei prossimi provvedimenti».

Il principale autore dello studio, Marino Gatto, professore di ecologia del Politecnico di Milano, sottolinea che «i 200.000 ricoveri che sarebbero stati necessari senza restrizioni avrebbero sicuramente ecceduto la capacità degli ospedali.

Possiamo concludere che le misure molto restrittive imposte a partire dal 10 marzo, il cui effetto abbiamo potuto osservare solo parzialmente nel periodo analizzato che si concludeva il 25 marzo, sono responsabili del calo nei contagi che osserviamo in questi giorni».

Gli scienziati, analizzando la geografia del contagio, hanno verificato «come l’epidemia nelle prime fasi si sia mossa velocemente seguendo i percorsi delle principali infrastrutture di trasporto del Paese». 

Uno degli autori dello studio, Enrico Bertuzzo, professore di Idrologia all’università Ca’ Foscari Venezia, conclude: «Aggiornando il modello con i dati attuali, le nostre proiezioni confermano una discesa dei contagi nelle prossime settimane se le attuali misure di restrizione saranno mantenute. Tuttavia, l’incertezza è ancora elevata ed ogni nuovo dato disponibile è importante per comprendere la dinamica dell’epidemia e la sua possibile evoluzione futura».

(Articolo pubblicato con questo titolo il 15 aprile 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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