ITU: «Covid-19 e 5G, una bufala senza basi tecniche»

 

Da quando è iniziata la pandemia di Covid-19 le antenne per la telefonia 5G sono state danneggiate e distrutte in diversi Paesi europei come Irlanda, Cipro e Belgio ma soprattutto nel Regno Unito, dove sono state prese di mira decine di antenne.

In Italia circolano sui social-network grafici e “avvertimenti” sulla correlazione tra presenza di antenne 5G e diffusione del virus.

Una campagna così insistente (e che rischia di far perdere credibilità a chi invoca seriamente  il principio di precauzione e riferisce di ricerche e decisioni politiche contrarie al 5G) che alla fine è dovuta intervenire perfino l’International Telecommunications Union (ITU), l’agenzia Onu che si occupa di tecnologie delle comunicazioni che in un comunicato ricorda che «il 5G può trasportare un’enorme quantità di dati molto più velocemente della tecnologia precedente e collegare in modo affidabile un numero estremamente elevato di dispositivi,  consentendo agli utenti futuri di accedere a una vasta gamma di servizi, comprese le applicazioni industriali e professionali.

Durante l’attuale pandemia, la tecnologia delle comunicazioni sta svolgendo un ruolo essenziale nel garantire che i servizi sanitari, molti dei quali si trovano ad affrontare una domanda senza precedenti a causa della pandemia, siano in grado di rispondere in modo efficiente: questo è stato sottolineato quando un palo del telefono che fornisce traffico voce e dati a un ospedale costruito in risposta alla pandemia, nella città britannica di Birmingham, è stato dato alle fiamme ad aprile».

Un portavoce dell’ITU, Monika Gehner, ha sottolineato che «la teoria di un collegamento tra 5G e Covid-19 è una bufala che non ha basi tecniche.

Il coronavirus non viene diffuso dalle onde radio.

E’ un vero peccato, in questo momento in cui ci sono preoccupazioni reali per la salute e il benessere della popolazione in generale e il costo economico che la lotta contro questa pandemia sta richiedendo, che tempo ed energie dovrebbero essere messe per lottare contro queste fake news».

L’ITU ricorda che già a febbraio, in una dichiarazione l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) faceva notare che «fino ad oggi, e dopo molte ricerche condotte, nessun effetto negativo sulla salute è stato causalmente collegato all’esposizione a tecnologie wireless» e che «purché l’esposizione complessiva rimanga al di sotto delle linee guida internazionali, non sono previste conseguenze per la salute pubblica».

Ma le fake news su 5G e diffusione del virus sono diventate, è il caso di dirlo, così virali che l’Oms, che sta guidando la risposta globale contro la pandemia, ha dovuto aggiungere la cospirazione del 5G ai suoi MUS busters COVID-19, ribadendo che «i virus non possono viaggiare sulle onde radio /reti mobili.

Covid-19 si sta diffondendo in molti Paesi che non dispongono di reti mobili 5G.

Il Covid-19 si propaga attraverso le goccioline respiratorie proiettate quando una persona infetta tossisc, starnutisce o parla.

Si può essere anche infettati toccando una superficie contaminata, poi i propri occhi, bocca o naso».

Intanto ITU sta collaborando attivamente alla lotta contro il Covid-19: insieme a Oms e Unicef sta collaborando con le compagnie di telecomunicazioni per inviare messaggi alle persone direttamente sui loro telefoni cellulari con messaggi sulla salute per aiutarle a proteggersi dal virus, raggiungendo così miliardi di persone che non hanno accesso a Internet; La Global Education Coalition, un’iniziativa ITU/Unesco, sta assicurando la continuità educativa per gli oltre 1,5 miliardi di studenti e giovani in tutto il pianeta colpiti dalla chiusura delle scuole e delle università; la Global Network Resiliency Platform aiuta i responsabili politici, i regolamentatori e players industriali a garantire che le reti siano mantenute resilienti e che i servizi di telecomunicazione siano disponibili a quante più persone possibile.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 23 aprile 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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