Dal Mibact 30 milioni per i borghi e i centri storici del Sud

 

Il ministro per i Beni e le attività culturali e il turismo, Dario Franceschini, ne aveva fatto una bandiera già durante il primo mandato: il turismo sostenibile non può prescindere dalla delocalizzazione e deve puntare sui piccoli centri, dove non mancano siti di interesse culturale.

Ora l’emergenza coronavirus rende l’esigenza di evitare l’affollamento sempre nelle solite città d’arte ancora più pressante.

Anche per questo il Mibact mette a disposizione 30 milioni di euro per la riqualificazione dei centri storici di comuni con meno di 10mila abitanti di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Il trend è quello del turismo sostenibile, che va verso le località dell’Italia chiamata minore, che tale non è – ha sottolineato la sottosegretaria con delega al turismo, Lorenza Bonaccorsi –  Ci si orienta verso mete meno di massa, verso quell’Italia dei borghi che abbiamo su tutto il territorio in maniera diffusa“.

Un accenno, quello ai borghi, precedente all’emergenza coronavirus e al dibattito aperto su Repubblica dall’architetto Stefano Boeri, che prevede un progressivo abbandono delle grandi città e un rifugio nei piccoli centri.

Per aumentare la capacità di attrazione di flussi turistici “dell’Italia chiamata minore, ma che minore non è“, il Mibact ha pubblicato un bando, che scadrà il 29 maggio, con il quale i sindaci possono ottenere un milione di euro a fondo perduto per il restauro e recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali o per la valorizzazione di elementi distintivi del carattere identitario.

I fondi possono finanziare anche progetti innovativi di sviluppo turistico per la crescita socio-economica o promuovere processi imprenditoriali che accrescano l’occupazione e l’attrattività dei piccoli centri.

Molti degli interventi individuati dal bando rientrano in alcune delle soluzioni che le principali associazioni dei comuni montani e dei borghi indicano come irrinunciabili per rivitalizzare i piccoli centri, cioè miglioramento dei trasporti, superamento del digital divide e sostegno alle attività imprenditoriali.

Secondo il bando del Mibact, infatti, il milione di fondi può essere usato, tra le altre cose, per recupero e adeguamento funzionale di immobili e/o spazi pubblici; per la valorizzazione di saperi e tecniche locali (artigianato locale, tecniche costruttive e lavorazioni dei materiali secondo le tradizioni locali, ecc.) e per il miglioramento dell’accessibilità e della mobilità nei territori.

Tutte le informazioni sul bando si trovano sul sito del Mibact.

(Articolo di Cristina Nadotti, pubblicato con questo titolo il 6 maggio 2020 sul sito online del quotidiano “la Repubblica”)

 

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