In ricordo di Aldo Moro e Peppino Impastato

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Visto che quest’anno non è possibile partecipare fisicamente ad alcuna iniziativa per il 9 maggio, prendo l’iniziativa di scrivere qualcosa nel ricordo di Peppino Impastato e Aldo Moro, il cui contemporaneo assassinio non solo segna la storia del nostro paese, ma per molti versi l’ha cambiata.

Delle date importanti e sconvolgenti: il 12 dicembre 1969, il 23 maggio ed il 19 luglio 1992, per fare solo alcuni esempi, si dice di solito che ognuno di noi ricorda esattamente dov’era e cosa stava facendo.

Anche per me è così, per tutto, tranne che per il 9 maggio.

Di quel giorno non ho ricordi precisi, li ho invece, nitidi e roventi, dell’indomani, un mercoledì.

Quella mattina organizzammo e partecipammo ad una manifestazione a Termini Imerese, indetta per l’assassinio di Aldo Moro.

Il primo pomeriggio, insieme ad un gruppetto di compagni di Democrazia Proletaria, ci recammo a Cinisi, per la manifestazione/funerale di Peppino Impastato.

Il corteo partì dalla sede di Radio Aut a Terrasini, si snodò sulla statale e prese poi il corso principale di Cinisi, che sale verso la grande piazza del Municipio.

Era un corteo gonfio di dolore e di rabbia, eppure, anche quando passò e sostò per diversi minuti sotto la casa di Gaetano Badalamenti, prevalse il senso di un lungo domani che ci attendeva, segnato e cambiato dall’assassinio per mano mafiosa di Peppino e di come dovessimo essere anche noi all’altezza della sfida che era stata lanciata ai movimenti e a chiunque si opponesse al potere mafioso.

Se l’assassinio di Aldo Moro fu il momento cruciale della attività omicida delle brigate rosse, a cui certamente non si opposero alcuni apparati dello stato; l’assassinio di Peppino Impastato, il primo politico assassinato dalla mafia dopo molti anni, diede infatti l’avvio – anche per l’impunità che per anni accompagnò quell’omicidio – alla dolorosa sequela di assassinii e di stragi che dal 1978 ha martoriato la Sicilia.

N.B. –  Francesco Piro detto Franco ha iniziato la sua carriera politica militando nella Cgil e in Democrazia Proletaria nelle cui liste nel 1986 è stato eletto deputato all’Assemblea region ale siciliana.

Dopo essere passato ai Verdi Arcobaleno, nel 1991 è stato fra i fondatori de la Rete.

Rieletto nel 1991 deputato regionale in Sicilia e ancora nel 1996, è due volte Assessore Regionale al Bilancio nella I e II Giunta Capodicasa di centrosinistra (1998-2000), è vicecoordinatore regionale del suo partito, consigliere comunale e vicesindaco di Termini Imerese.

Con la nascita della Marghertira, fa parte del triunvirato che curerà la costruzione del partito in Sicilia.

Eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nella XV legislatura nella lista de l’Ulivo della circoscrizione Sicilia 1, a Montecitorio  ha fatto parte della Commissione Bilancio.

Nel 2008 si candida come presidente della provincia di Palermo, ma non viene eletto.

Ha fondato anche il Circolo Territoriale di Palermo di VAS.

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