Il disegno scellerato che sembra voler mettere in atto la stessa maggioranza del Consiglio Regionale che il 2 agosto del 2019 ha approvato il PTPR

 

da sinistra: Enrico Panunzi (PD), Massimiliano Valeriani (PD), Fabrizio Ghera (Fratelli d’Italia)

Per capire bene la gravità di quanto si desume dallo svolgimento della seduta della X Commissione Urbanistica che si è tenuta sul PTPR ieri mattina, 12 maggio 2020, è opportuno descrivere prima il quadro di fondo entro cui sono maturate le dichiarazioni dei membri della Commissione che rappresentano in proporzione la stessa coalizione di centro destra e di centro sinistra che con deliberazione n. 5 del 2 agosto del 2019 ha approvato il PTPR.

Senza coordinarsi minimamente con il MIBACT a quel voto si è arrivati dopo che l’Assessore all’Urbanistica Massimiliano Valeriani, a seguito delle forti pressioni della cosiddette “forze produttive” del Lazio che hanno subordinato al profitto economico la tutela del paesaggio, alle ore 0,50 del 2 agosto 2019 ha presentato a nome della Giunta un maxiemendamento relativo alle Norme del PTPR, che sono state stravolte rispetto a quelle condivise con il MIBACT il 16 dicembre del 2015 e che sono state approvate a maggioranza con il solo voto contrario di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle.

La modifica più eclatante è stata la riduzione della fascia di rispetto dei centri storici dei 377 Comuni del Lazio da 150 metri a 100 metri, che ha tolto la prescrizione di inedificabilità (dando così la possibilità di costruire) sulla fascia di 50 metri esclusa dal vincolo.

Comune di Sacrofano: da sinistra la fascia di 150 metri del 2007 (adozione) e quella di 100 metri del 2019 (approvazione)

Dopo le criticità rilevate dal MIBACT fin dal successivo 18 settembre è stato costituito un tavolo congiunto che a conclusione dei suoi lavori il 18 dicembre del 2019 ha portato a sottoscrivere un “documento di condivisione” in base al quale sono state cancellate in pratica tutte le Norme stravolte approvate il 2 agosto 2019 per tornare sostanzialmente alle Norme concordate in sede di controdeduzioni il 16 novembre del 2015, e quindi senza purtroppo le prescrizioni di tutela del centro storico di Roma.

Siccome a quel momento la deliberazione n. 5 del 2 agosto 2019 di approvazione del PTPR non era stata ancora pubblicata sul B.U.R.L. e la Giunta Regionale non si decideva ad adottare una proposta di deliberazione consiliare che pur mantenendo valida la delibera di approvazione ne sostituisse però integralmente sia le Norme che le Tavole condivise il 18 dicembre del 2019, ci ha pensato la responsabile della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio arch. Federica Galloni a pretendere che la Giunta facesse questo, esigendolo con una nota trasmessa il 3 febbraio 2020.

Il 13 febbraio 2020 la Giunta Regionale è stata costretta ad adottare la proposta di deliberazione consiliare n. 50 del 13 febbraio 2020, che è diventata poi la n. 42 del 17 febbraio 2020 e che doveva comportare la sospensione sul B.U.R.L. della delibera n. 5 del 2 agosto 2019 in quanto ne erano stati riconosciuti e concordati i vizi di legittimità sia delle Norme che delle Tavole.

Va messo in grande risalto che la delibera in questione è stata approvata anche dall’Assessore Massimiliano Valeriani che si è dovuto quindi rimangiare il maxiemendamento D 10/1 presentato a nome della Giunta alle ore 0,50 del 2 agosto ed approvato alla 5.30 di quella mattina.

Ma se da un lato l’intera Giunta è sembrata sottomettersi alla volontà del MIBACT nel modo condiviso il 18 dicembre del 2019, dall’altro lato invece, con un comportamento che sa di sfida e comunque di tradimento degli accordi presi appena 2 mesi prima, lo stesso 13 febbraio 2020 la Giunta Regionale ha permesso che sul B.U.R.L. venisse pubblicata la deliberazione n. 5 del 2 agosto 2019 con le Norme e le tabelle stravolte.

Non contenta, ad una settimana di distanza il 20 febbraio 2020 la Regione ha emanato una Direttiva a tutti i Comuni del Lazio per far sapere che per tutte le “istanze” (leggasi progetti edilizi) “la DISCIPLINA applicabile alle istanze presentate dal 14 febbraio in poi sarà costituita unicamente dalle previsioni del PTPR pubblicato”.

Di fronte a questo comportamento “anarchico” il Governo si è visto costretto a presentare ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione, motivandolo proprio per causa della pubblicazione indebita del PTPR e della successiva Direttiva del 20 febbraio 2020.

La soluzione al contenzioso è stata indicata dal Governo stesso nel ricorso per conflitto di attribuzione e consiste nella approvazione della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020 sostituendo integralmente senza modifiche ed integrazioni sia le Norme che le Tavole “A” e “B”, perché la sua successiva pubblicazione sul B.U.R.L. andrebbe a sostituire automaticamente la delibera di approvazione n. 5 del 2 agosto 2019.

Dopo quasi tre mesi la proposta di deliberazione n. 42 del 17 febbraio 2020 è stata messa all’ordine del giorno dei lavori della seduta della Commissione Urbanistica del 12 maggio 2020.

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La seduta si è svolta in modalità telematica: hanno partecipato tutti e 9 i membri della X Commissione, ad eccezione di Paola Cartaginese (Lega) e Giuseppe Emanuele Cangemi (Forza Italia)  presumibilmente sostituito da Giuseppe Simeone (Forza Italia):  erano presenti alla seduta ma in modalità telematica anche i consiglieri Paolo Ciani (Centro solidale-demo.S), Enrico Forte (PD) ed Emiliano Minnucci (PD).

Pur non essendo membri della X Commissione Urbanistica hanno voluto partecipare alla seduta anche Marco Vincenzi (capogruppo PD) ed Antonio Aurigemma (Fratelli d’Italia).

Alla seduta ha partecipato l’Assessore all’Urbanistica Massimiliano Valeriani che ha rilasciato una serie di dichiarazioni che non rispondono affatto a come si sono svolti oggettivamente i fatti, sopra descritti come quadro di fondo.

Ha affermato che nella delibera del 5 agosto 2019 la Giunta si era attenuta “in modo pedissequo” alle indicazioni del Consiglio, quando invece è vero l’esatto contrario dal  momento che alle ore 0,50 del 2 agosto 2019 è stato proprio lui a presentare a nome della Giunta l’emendamento D10/1 relativo alle Norme che poi la maggioranza del Consiglio Regionale ha approvato (con i voti contrari di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle).

Fra le motivazioni del ricorso del Governo per conflitto di attribuzione Valeriani non ha detto che il vero motivo della impugnazione del Governo è stata la pubblicazione indebita sul B.U.R.L. della deliberazione del Consiglio Regionale n. 5 del 2 agosto 2019  di approvazione del PTPR e della Direttiva del 20 febbraio 2020 trasmessa a tutti i Comuni del Lazio per far sapere che dal 14 febbraio 2020 su tutte le istanze di costruire si applicano le Norme del PTPR pubblicato.

Valeriani ha fatto sapere inoltre di non essere d’accordo con il ricorso presentato dal Governo perché ritiene che la competenza sia stata correttamente esercitata nel rispetto del codice Urbani: per dimostrare quanto sia falsa una simile dichiarazione basta portare come esempio quanto prescrive il 4° comma dell’art. 145 del D.Lgs. n. 42/2004 secondo cui “i comuni, le città metropolitane, le province e gli enti gestori delle aree naturali protette conformano o adeguano gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale alle previsioni dei piani paesaggistici, secondo le procedure previste dalla legge regionale, entro i termini stabiliti dai piani medesimi e comunque NON OLTRE DUE ANNI DALLA LORO APPROVAZIONE”, per far notare come opportuno confronto che il 1° comma dell’art. 65 delle Norme approvate il 2 agosto 2029 in aperta violazione porta il TERMINE DI ADEGUAMENTO  A TRE ANNI.

Ha dichiarato infine che la Giunta è “ben decisa a difendere il piano così come elaborato”, ignorando il “documento di condivisione” sottoscritto il 18 dicembre 2029 da MIBACT e Regione.

A conferma di questa intenzione della Giunta, all’inizio della seduta del Consiglio Regionale che si è tenuta il 7 maggio 2020 il Presidente Mauro Buschini (PD) ha fatto la seguente comunicazione: “Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha sollevato il conflitto di attribuzione ex articolo 134 della Costituzione rispetto alla deliberazione del Consiglio regionale n. 5 del 2 agosto 2019 recante “Piano territoriale paesistico regionale (PTPR)”.

A tal proposito informo l’Aula che il Presidente della Regione, con nota del 30 aprile 2020, ha comunicato la volontà di procedere con l’intervento in difesa nel giudizio sopra citato per regolamento di competenza.”

L’aspetto più preoccupante della sfacciataggine (al limite della rilevanza penale) a cui si è permesso di arrivare l’Assessore Veleriani sta nel fatto che da una parte ha dichiarato che a volersi opporre al ricorso del Governo è quella stessa Giunta di cui anche lui fa parte e che con deliberazione n. 50 del 13 febbraio 2020 ha approvato la proposta di deliberazione consiliare che ha assunto poi il n. 42 del 17 febbraio 2020 e che ora sembra voler rinnegare.

Stando al resoconto sintetico che è stato fatto della seduta e che è pubblicato sul sito della Regione, è intervenuto per primo chi non fa parte della X Commissione vale a dire il cons. Antonio Aurigemma (Fratelli d’Italia) che ha detto che il contenzioso insorto “era facilmente prevedibile, ed era stato dall’opposizione in effetti previsto”, in conseguenza della  mancata copianificazione con il Mibact: importante, a suo avviso, comunque, “aspettare a questo punto la pronuncia della Corte”, ha detto Aurigemma, secondo il quale le scelte devono essere della politica, comunque, quindi il testo va riportato in Aula.

C’è da notare che il gruppo di Fratelli d’Italia che il 2 agosto 2019 ha votato contro il PTPR preferisce ora rimandare alla sentenza della Corte Costituzionale la fine del contenzioso, invece di chiuderlo direttamente subito con l’approvazione della proposta di deliberazione consiliare n. 5 del 2 agosto 2019.

È stata quindi la volta del cons. Giuseppe Simeone (Forza Italia) che ha anche lui  concordato, dicendo che bisogna ottenere prima una intesa di massima per poi presentare il documento al Consiglio: secondo lui ora però è importante concentrarsi su quello che bisogna fare, vale a dire anzitutto spiegare gli elementi di novità introdotti dal ministero rispetto a quanto votato dal Consiglio nel 2019.

Da come è intervenuto, il cons. Giuseppe Simeone ha dimostrato di non essersi nemmeno premurato di andarsi a studiare le Norme modificate in modo condiviso tra MIBACT e Regione, dimostrando al tempo stesso di non essere a conoscenza del “documento di condivisione” sottoscritto il 18 dicembre 2019.

Come fosse stato coordinato con il collega di partito Aurigemma che l’ha preceduto, ad intervenire per terzo è stato Fabrizio Ghera (sempre di  Fratelli d’Italia) che è Vice Presidente della X Commissione Urbanistica e che si è voluto pronunciare nel merito del testo della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020, dichiarando che non la condivide.

Da una sintesi dei due suddetti esponenti di un gruppo politico che ha votato contro il PTPR emerge che preferiscono rimandare tutto alla sentenza della Corte Costituzionale, piuttosto che approvare la  proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020.

Ai due esponenti di Fratelli d’Italia ha fatto eco Enrico Panunzi (PD), Vice Presidente della X Commissione,  secondo cui  l’assessore Valeriani “non avrebbe potuto essere più chiaro” di come è stato, nel dire di voler difendere il testo approvato il 2 agosto del 2019, perché siccome i rilievi del MIBACT sono secondo lui unilaterali, è chiaro di conseguenza che non si è di fronte a un accordo tra le parti.

Il cons. Panunzi ha una bella faccia tosta nel fare una simile dichiarazione, dovendo sapere bene che a fare un atto unilaterale è stato il Consiglio Regionale approvandosi un “proprio” PTPR.

Il cons. Panunzi ha ancor più faccia tosta perché ignora o fa finta di ignorare che i rilievi del MIBACT non sono stati unilaterali e che fra le parti c’è stato invece un preciso accordo raggiunto dopo ben 9 sedute che si sono svolte nell’arco di tre mesi e sottoscritto il 18 dicembre 2019, a cui fa un accenno preciso la stessa la proposta di deliberazione n. 42 del 17 febbraio 2020, laddove nelle premesse si prende atto “che, in attuazione del mandato di cui alla D.C.R. 5/2019, la Direzione per le Politiche abitative e la Pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica della Regione Lazio ha portato a termine l’interlocuzione con la Direzione Generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, di seguito, per brevità, MiBACT”.

L’impressione che se ne ricava è che c’è stato un gioco combinato prima delle parti nel far sì che non si parlasse né del “documento di condivisone” sottoscritto il 18 dicembre 2019 né della deliberazione n. 5 del 2 agosto 2019 indebitamente pubblicata sul BUR e della Direttiva del 20 febbraio 2020, che hanno provocato il ricorso del Governo: tacendo del tutto su questi dati oggettivi ed inconfutabili si è voluta dare così una versione di comodo dei fatti che è evidentemente falsata, ma che è chiaramente finalizzata ad influenzare a priori  il voto in aula del Consiglio Direttivo.

Contro questo gioco delle parti ha provato ad opporsi la cons. Gaia Pernarella (M5S), dicendo che si è andati in contrasto con i vincoli statali, col testo del 2015 e che  pertanto l’impugnativa non era da escludere, anzi era quasi scontata: d’altronde – ha aggiunto –  si tratta del risultato logico di un testo approvato senza il contributo delle opposizioni.

Ha voluto replicarle il capogruppo del PD Marco Vincenzi negando che le opposizioni, specie il M5S, non abbiano avuto occasione di partecipare al percorso di elaborazione del PTPR.

Da quanto mi risulta il maxiemendamento poi presentato a nome della Giunta dall’Assessore Valeriani  è maturato nel pomeriggio del 1 agosto del 2019, quando c’è stata una riunione dei capigruppo, a cui però non ha partecipato la Presidente del gruppo del M5S Roberta Lombardi.

Secondo il capogruppo Marco Vincenzi non c’è dubbio però che il Consiglio si trovi ora nella non comoda posizione di “prendere o lasciare”, a questo punto, ragion per cui è giusto rimettere la decisione all’Aula.

Alla fine la X Commissione Urbanistica ha approvato a maggioranza, con sette voti favorevoli e un astenuto (presumibilmente quello del Presidente Marco Cacciatore), il rinvio all’Aula della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020, che recepisce il testo del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) quale scaturisce dai rilievi del Mibact trasmessi alla regione Lazio.

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Come già detto la soluzione al contenzioso in atto è stata indicata dal Governo stesso nel ricorso per conflitto di attribuzione e consiste nella approvazione della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020 sostituendo integralmente senza modifiche ed integrazioni sia le Norme che le Tavole “A” e “B”, perché la sua successiva pubblicazione sul B.U.R.L. andrebbe a sostituire automaticamente la delibera di approvazione del 2 agosto 2019.

Ma non è affatto certo – specie dopo gli interventi che si sono susseguiti nel corso della seduta della X Commissione – né che questo avvenga né in quale tempo, perché bisogna vedere se i consiglieri che l’hanno scorso a maggioranza hanno approvato il PTPR avranno la voglia di rimangiarsi le inaccettabili Norme da loro volute e con la coda fra le gambe voteranno ora a favore della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020 senza aprire bocca.

Un anticipo di dove vogliono andare  a parare questi consiglieri di maggioranza è venuto dalla  seduta sul PTPR del 12 maggio 2020 della X Commissione Urbanistica, che sarebbe dovuta durare pochi minuti se all’unanimità si fosse accettato di mandare in aula il testo in esame senza alcun dibattito, ma che si è invece protratta ben di più perché come visto si è accesa una discussione da parte di diversi consiglieri contrari ad una approvazione da “aut aut” della proposta di deliberazione n. 42 del 13 febbraio 2020.

A tal ultimo riguardo va tenuto ben presente che il Consiglio Regionale può esercitare il pieno potere autonomo che ha (e di cui cercheranno di avvalersi personaggi come Panunzi o Aurigemma) anche sottoponendo ad emendamenti la proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 17 febbraio 2020 o addirittura bocciandola in toto, inasprendo in entrambi i casi il contenzioso in atto con il Governo.

Siccome non mi aspetto nulla di buono da parte di chi l’anno scorso ha voluto questo inaccettabile PTPR, a maggior ragione dopo gli interventi che si sono registrati nel corso della seduta della X Commissione Ambiente e che puntano a rimandare alla Corte Costituzionale la conclusione del contenzioso, sorge sempre più spontaneo  l’interrogativo sul fatto che potrebbe essere stata studiata a tavolino l’opportunità di rinviare tutto alla sentenza dalla Corte Costituzionale  proprio per lasciare in piedi il più a lungo possibile la validità della deliberazione n. 5 del 2 agosto 2019 indebitamente pubblicata dallo scorso 13 febbraio (per far uscire come si dice tutti i buoi prima che venga chiusa del tutto la stalla), sapendo che si dovrà comunque aspettare da parte della Corte Costituzionale prima l’Ordinanza di ammissibilità del ricorso (forse tra un anno) e solo dopo la sua sentenza definitiva (forse dopo un altro anno.

Con  nota del Presidente di VAS Guido Pollice prot. n . 4 del 4 maggio 2020 è stato chiesto anche ai Presidenti degli 11 Gruppi consiliari presenti in Regione “di provvedere a che venga immediatamente emanata una nuova direttiva che annulli anzitutto quella diffusa con nota prot. n. 0153503 del 20 febbraio 2020 e che dichiari sospesa l’efficacia della deliberazione n. 5 del 2 agosto 2019, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 13 del 13 febbraio 2020, quanto meno fino alla approvazione senza ulteriori modifiche e integrazioni della proposta di deliberazione consiliare n. 42 del 13 febbraio 2010 o in caso contrario fino alla pronuncia della Corte costituzionale sul ricorso per conflitto di attribuzione.”

A distanza di 9 giorni si assiste al silenzio più assordante: dagli interventi che si sono susseguiti nel corso della seduta della X Commissione Urbanistica del 12 maggio 2020 si arriva alla conclusione che ci sia ora una maggioranza ancor più nutrita che vuole lasciare in vigore il più a lungo possibile il PTPR approvato l’anno scorso, perché ad essa sembra essersi aggiunto ora anche il gruppo di Fratelli d’Italia benché gli abbia votato contro.  

In tal modo la deliberazione del consiglio regionale n. 5 del 2 agosto 2019, indebitamente pubblicata il 13 febbraio del 2020, rimarrà in vigore per tutto questo tempo e la sua applicazione porterà a costruire soprattutto nelle aree che avrebbero dovuto essere vincolate e lasciate integre.

È significativo sotto questo aspetto che il resoconto della seduta della X Commissione è stato pubblicato con l’immagine di un cantiere, anziché di un paesaggio, come se fosse stato un lapsus freudiano a lasciar capire che il PTPR così come lo vuole la Regione Lazio antepone lo sviluppo economico e il conseguente profitto alla tutela del paesaggio.

Staremo a vedere se anche il Consiglio Regionale perseguirà questo disegno criminoso, di cui la seduta della X Commissione Urbanistica ha messo a nudo le intenzioni, o vorrà finalmente chiudere il contenzioso con il MIBACT e lo Stato approvando la proposta di deliberazione n. 42 del 17 febbraio 2020..

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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N.B. – Dello svolgimento della seduta della Commissione Urbanistica del 12 maggio 2020 ha voluto dare un resoconto il Presidente della X Commissione Urbanistica Marco Cacciatore  con il seguente post pubblicato il pomeriggio dello stesso giorno sulla sua pagina facebook.

 

 

 

 

 

 

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