I nodi della proposta di deliberazione della Giunta Capitolina sulla “Disciplina transitoria di sostegno alle imprese”

 

Su questo stesso sito il 22 maggio 2002 è stato pubblicato un articolo dal titolo «La pericolosa deregulation delle misure a sostegno delle imprese di pubblico esercizio dettate dal Decreto Legge “Rilancio”» (vedi  https://www.verdiambientesocieta.it/?p=93330)

L’articolo analizzava l’art. 181 del Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2002 (cosiddetto “Decreto Rilancio”) ed arrivava alla seguente conclusione: «Appare ad ogni modo evidente che spetta ad ogni Comune fissare dei minimi paletti per evitare che si scateni in città la più totale deregulation anche nelle zone non vincolate: lo dovrebbero fare dettando a loro volta delle “Linee Guida” che diano risposte chiare a tutte le problematiche sopra evidenziate e consentano un utilizzo corretto ed ordinato delle misure a sostegno delle imprese di pubblico esercizio dettate dal Decreto Legge “Rilancio”, in modo da farne usufruire indistintamente tutti gli aventi diritto, senza nessuna prevaricazione.»

Lo stesso 22 maggio 2020 la Giunta Capitolina ha deciso di sottoporre alla approvazione dell’Assemblea Capitolina una proposta di deliberazione relativa alla Disciplina transitoria di sostegno alle imprese in applicazione dell’art. 181 del D.L. n. 34 del 19.5.2020”, che sembra essere in sintonia con la conclusione del suddetto articolo, perché prevede dei “criteri minimi essenziali per l’istruttoria dei procedimenti semplificati che sarebbero stati già concordati con la Soprintendenza Statale, il Comando di Polizia Locale di Roma Capitale e la Sovrintendenza Capitolina, ma che non  sono stati ancora resi pubblici.

La proposta di delibera presenta però una serie di nodi che dovranno essere risolti in sede di approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina.

Per esaminarla e comprenderla bene è necessario avere prima il quadro di fondo entro cui è maturata.

ANTEFATTI

Il 15 aprile 2020 Andrea Coia (M5S), Presidente della Commissione Commercio, si è reso firmatario di una mozione votata in Consiglio Comunale per impegnare Sindaca e Giunta al «ripristino delle occupazioni di suolo pubblico che non erano in contrasto con il pubblico interesse» e supportare la Commissione «nella modifica dei regolamenti di competenza e nell’impulso alla ripartenza del settore attraverso una task force che rivisiti le occupazioni».

Il giorno dopo il Presidente Fiepet Confesercenti Roma, Claudio Pica, ha spiegato in  Commissione Commercio che «fondamentale è ampliare le Osp (Occupazioni di suolo pubblico) del 20, 30%  perché perderemo il 60% dei posti.»

Quello stesso giorno il vicepresidente di Fiepet Confesercenti Roma, Fabio Mina, ha dichiarato che «andranno snellite le procedure però e permettere l’occupazione anche dove non è mai stata concessa, penso alle 450 attività di 154 strade del Centro storico alle quali le Osp sono sempre state negate».

Quello stesso giorno la Presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Credo che si debba procedere mantenendo il massimo equilibrio tra l’esigenza di salvaguardare la salute pubblica e quella garantire agli esercenti maggiori opportunità di lavoro in un momento difficile, mantenendo comunque un occhio vigile sul mantenimento del decoro delle nostre zone di maggior pregio»: guai insomma a trasformare la crisi attuale «in un cavallo di Troia per una deregulation selvaggia che ci farebbe tornare indietro di decenni in termini di salvaguardia della nostra città»

Il successivo 20 aprile 2020 l’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro, Carlo Cafarotti, ha rilasciato a sua  volta la seguente dichiarazione: «È necessario introdurre una norma transitoria e temporanea per l’intero 2020 per quello che riguarda l’intero impianto dei piani di massima occupabilità perché c’è anche un aspetto importante da valutare: coloro i quali oggi non hanno occupazioni esterne di suolo, e le assicuro sono molte attività di somministrazione, quando potranno riaprire dovranno seguire delle regole a tutela della salute pubblica, come il distanziamento tra i tavoli che comporterà il taglio di un certo numero di coperti.

E forse vale la pena ipotizzare un uso degli spazi esterni anche per loro, oltre all’aumento della percentuale per quelli che usano già gli spazi bisogna ipotizzare per una parte dell’esercizio la vendita fuori dalle mura del negozio».

Il 25 aprile 2020 il Coordinamento Residenti Città Storica, che raggruppa 14 tra associazioni e Comitati, ha trasmesso la seguente lettera.

Con Memoria del 4.05.2020 (prot. QH/17729), la Giunta Capitolina ha dato mandato al Dipartimento Sviluppo Economico di predisporre una proposta di Deliberazione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Capitolina, nella quale fosse prevista, nell’ottica della massima semplificazione amministrativa e dando atto delle ragioni di carattere straordinario legate all’emergenza sanitaria e delle ripercussioni sul settore come sopra esplicitato.

Nel corso della seduta della Commissione Commercio del 6 maggio 2020 il Presidente Andrea Coia oltre a dichiararsi favorevole a concedere la possibilità di “allargarsi” sul suolo pubblico e sistemare una parte dei prodotti in strada o sui marciapiedi, con procedure di autorizzazione ultra-rapide, in 20 giorni: ha proposto di concederle addirittura con la regola del «silenzio-assenso» (ai sensi dell’art. 20 della legge n. 241/1990).

Il Partito Democratico capitolino ha fatto a sua volta la seguente proposta: «L’ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico, anche in deroga ai Piani di massima occupabilità, fino al limite ulteriore del 35% nell’area del sito Unesco grazie alla sospensione dei vincoli della sovrintendenza e del 50% nel resto del comune.

Inoltre la possibilità di nuove concessioni ai titolari di bar e ristoranti che ne facessero domanda».

Alla fine sono diventate quattro le proposte di delibere in ballo: quella del Presidente della commissione commercio Coia, quella della Giunta a firma dell’Assessore Carlo Cafarotti e quelle del Partito Democratico e della Lega: a passare è stata la seconda, ma l’Assemblea  Capitolina potrebbe cambiare le carte in tavola.

Il 22 maggio 2020 la Giunta Capitolina ha dunque deciso di sottoporre alla approvazione dell’Assemblea Capitolina una proposta di deliberazione relativa alla Disciplina transitoria di sostegno alle imprese in applicazione dell’art. 181 del D.L. n. 34 del 19.5.2020”, di cui riportiamo i 14 punti del dispositivo.

Il punto 1 stabilisce che la nuova occupazione di suolo pubblico può essere richiesta per una superficie massima del 35% della superficie dell’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, che ai sensi della lettera b) del 1° comma dell’art. 74  della legge regionale n. 22 del 6 novembre 2019 (Testo Unico del Commercio) definisce la “Superficie di somministrazione” come «la superficie appositamente attrezzata per essere utilizzata per la somministrazione», precisando che «rientra in essa l’area occupata da banchi, scaffalature, tavoli, sedie, panche e simili nonché lo spazio funzionale esistente tra dette strutture», precisando altresì che «non vi rientra l’area occupata da magazzini, depositi, locali di lavorazione, cucine, uffici e servizi».

Prendiamola ora in esame con riguardo ai vari provvedimenti già presi con cui va ad interferire.

REGOLAMENTO IN MATERIA DI OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO (OSP)

Avvalendosi della facoltà attribuita ai Comuni dall’art. 63 del Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997, Il Consiglio Comunale di Roma ha approvato con deliberazione n. 339 del 21 dicembre 1998 il Regolamento istitutivo del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, a decorrere dal 1° gennaio 1999, che ha subito negli anni a seguire diverse modifiche resesi necessarie, fra cui l’ultima approvata con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 91 del 5 dicembre 2019.

La modifica è comprensiva delle norme attuative del Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U.) che è stato approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 84 del 28 giugno 1999: l’aggiornamento del P.G.T.U. è stato approvato, da ultimo, con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 21 del 16 aprile 2015, che ha comportato la ripubblicazione integrale del Regolamento.

Facciamo un confronto tra ciò che stabilisce il Regolamento sulle OSP e ciò che prevede la proposta di deliberazione della Giunta Capitolina.

OCCUPAZIONE D’URGENZA

Per i «casi di forza maggiore o per motivi urgenti, speciali e imprevedibili di rilevante interesse pubblico» il Regolamento già prevede all’art. 11, che è dedicato proprio alla “Occupazione d’urgenza”, una procedura eccezionalmente semplificata per il rilascio dell’occupazione di suolo pubblico: per la disciplina dei procedimenti che scaturiscono dal Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (cosiddetto decreto rilancio) la proposta di deliberazione della Giunta Capitolina mutua lo schema procedimentale previsto proprio dall’art. 11 del Regolamento.

TIPOLOGIA DELLE OCCUPAZIONI

Il Regolamento «si applica alle occupazioni di strade, aree e relativi spazi, soprastanti e sottostanti, che appartengono al demanio o patrimonio indisponibile del Comune di Roma, nonché di aree private soggette a servitù di pubblico passaggio». (2° comma dell’art. 1).

La proposta di deliberazione della Giunta Capitolina è stata redatta in applicazione dell’art. 181 del Decreto Legge  n. 34 del 19 maggio 2020 che estende l’occupazione di suolo pubblico a “vie, piazze, strade e altri spazi aperti”.

DURATA DELLE OCCUPAZIONI TEMPORANEE

L’art. 1-bis del Regolamento, che è relativo alla “Tipologia delle occupazioni”, stabilisce che «è temporanea l’occupazione autorizzata per un periodo inferiore all’anno».

Il 1° comma dell’art. 181 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 consente una occupazione temporanea per 6 mesi, dal 1 maggio 2020 al 31 ottobre 2020.

La proposta di deliberazione della Giunta Capitolina consente una occupazione temporanea di 8 mesi, perché «la concessione ha durata temporanea fino al massimo al 31.12.2020, nel rispetto delle prescrizioni di legge e dei vigenti regolamenti, e decorre dalla data di inizio dell’occupazione, a condizione che la domanda sia presentata entro il 31.10.2020».

Ne ha il potere in quanto Ente proprietario sia del demanio comunale (relativo in particolare ai marciapiedi) che delle strade cittadine.

Il Presidente della Commissione Commercio Andrea Coia, al termine della seduta della Commissione del 22 maggio 2020 ha invece rilasciato la seguente dichiarazione: «In Assemblea capitolina vogliamo approvare un provvedimento con il quale garantiremo che la durata di queste occupazioni sarà di dodici mesi, calcolati dal momento della presentazione della domanda, che abbiamo intenzione di migliorare nella durata e nella portata (18 mesi potrebbero essere un tempo congruo)».

In un caso (12 mesi) come nell’altro (18 mesi) l’Assemblea Capitolina andrebbe in violazione del  Regolamento, di cui dovrebbe quindi contestualmente cambiare l’art. 1-bis.

DOMANDA DI CONCESSIONE

Ai sensi dell’art. 3 del Regolamento la domanda di concessione per l’occupazione di suolo pubblico deve essere presentata al Municipio comunale competente per territorio.

«Può essere presentata direttamente o tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento, ovvero tramite PEC o invio della domanda online»: secondo la proposta di delibera della Giunta Capitolina  «la domanda è presentata in via telematica [così come prescrive anche il 2° comma dell’art. 181 del D.L n. 34/2020] tramite apposita modulistica predisposta dal Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive e secondo la modalità dell’autocertificazione di cui al D.P.R. n.445/2000.»

Sono escluse quindi domande presentate con raccomandata ricevuta di ritorno o consegnate a mano nell’ufficio competente del  Municipio.

Il 5° comma dell’art. 3 del Regolamento stabilisce che «in presenza di più richieste per l’occupazione della medesima area, si applica l’ordine cronologico di ricezione e protocollo, purché la richiesta sia completa di tutti gli elementi prescritti.»

È di tutta evidenza che può succedere che a voler occupare una stessa area potrebbero essere tanto chi chiedesse il rilascio di una nuova concessione di occupazione di suolo pubblico (ad esempio davanti al suo locale) quanto chi chiedesse l’ampliamento del 35% della superficie già concessa, che potrebbe invadere lo spazio del locale accanto: per tutti questi casi l’applicazione dell’ordine cronologico di ricezione e protocollo delle domande pervenute causerebbe una oggettiva disparità di trattamento con il rischio di una corsa ad accaparrarsi per primi la maggiore superficie possibile di occupazione di suolo pubblico e di un conseguente contenzioso.

Il punto 12 del dispositivo della proposta di delibera della Giunta Capitolina prevede questa eventualità e detta la seguente disposizione: «In caso di impossibilità di ampliamento, o di nuova concessione, di occupazione del suolo pubblico in area attigua all’esercizio e/o confinante con l’area già autorizzata, è comunque data facoltà di richiedere occupazione del suolo, sia nuova concessione che estensione dell’esistente, nelle immediate vicinanze con una distanza massima pari a metri 25 venticinque dal fronte dell’esercizio».

Non ci si è posti il problema che anche a 25 metri di distanza potrebbero ugualmente esserci le stesse condizioni di impossibilità di ampliamento o di nuova concessione di occupazione del suolo pubblico per la presenza anche lì di esercizi commerciali cui spetta la stessa possibilità.

I criteri minimi essenziali per l’istruttoria dei procedimenti semplificati” dovrebbero pertanto sciogliere questo nodo, dettando a monte come ci si debba comportare per evitare sovrapposizioni di spazi richiesti di occupazione di suolo pubblico e le conseguenti prevaricazioni a favore di un pubblico esercizio in danno di un altro.      

DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DOMANDA

Rispetto a quanto prescrive l’art. 3-ter del Regolamento, la proposta di delibera della Giunta Capitolina prevede dei “criteri minimi essenziali per l’istruttoria dei procedimenti semplificati” che sarebbero stati già concordati con la Soprintendenza Statale, il Comando di Polizia Locale di Roma Capitale e la Sovrintendenza Capitolina, ma che non  sono stati ancora resi pubblici.

La proposta prevede che «la domanda è indirizzata al Municipio territorialmente competente, autocertificando la sussistenza e il rispetto dei criteri minimi …, è corredata da planimetria e non è assoggettata all’imposta di bollo», come consente il comma 2 dell’art. 181 del D.L. n. 34/2002.

Ma la proposta di delibera della Giunta Capitolina non riporta in allegato il tesso di questi “criteri minimi essenziali”.

ISTRUTTORIA DELLE DOMANDE

Il 2° comma dell’art. 4 del Regolamento dispone che «il procedimento è concluso in 30 (trenta) giorni, ovvero in 60 (sessanta) giorni per le occupazioni ricadenti nella Città Storica, a decorrere dalla data di ricezione della domanda».

La proposta di deliberazione della Giunta dispone invece che «il procedimento di rilascio della concessione è concluso entro 60 (sessanta) giorni».

In tal modo si viene ad appesantire, anziché a snellire, il rilascio delle concessioni relative a tutte le occupazioni di suolo pubblico che ricadono al di fuori della città storica.

A tal riguardo invece l’art. 181 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 fa rientrare la posa in opera temporanea dei tavolini (e di quant’altro) fra gli interventi di “Attività edilizia libera” che ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 380 del 6 giugno 2001 (Testo Unico dell’Edilizia) non hanno bisogno di titolo abilitativo e che quindi possono essere messi in atto da subito, mantenendo tavolini e quant’altro sul territorio fino al 31 ottobre 2020: la domanda via pec equivale di fatto ad una dichiarazione di inizio lavori.

PARERI PREVENTIVI OBBLIGATORI

Ai fini del rilascio delle concessioni l’art. 4-bis del Regolamento prescrive l’acquisizione preventiva ed obbligatoria di tutta una serie di pareri.

Il 3° comma in particolare dispone che «per il rilascio di concessioni per occupazione di suolo pubblico, sia permanente che temporanea, ricadenti nel territorio della Città Storica, deve essere acquisito il parere preventivo e obbligatorio della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Per il rilascio di concessioni, sia permanenti che temporanee, riguardanti ville storiche, zone sottoposte a vincolo archeologico e per zone, strade e piazze sottoposte alla tutela di cui al Decreto del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali del 3 giugno 1986 (comunemente noto come Decreto Galasso) – di cui all’allegato A) – devono essere acquisiti preventivamente gli ulteriori pareri della Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Monumentali di Roma e della Sovrintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Roma, del Servizio Giardini, secondo le rispettive competenze».

L’Allegato A al Regolamento riporta il 1° elenco delle aree sottoposte a vincolo ai sensi dell’allora vigente Decreto Legislativo (e non D.L. come erroneamente riportato) n. 490 del 29 ottobre 1999 (“Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali”) che è stato poi abrogato per essere sostituito dal D. Lgs. n. 42 del 22 febbraio 2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”)

Al riguardo il 3° comma dell’art. 181 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 dispone che la posa in opera temporanea dei tavolini e di quant’altro, se ricade in aree soggette tanto a vincolo archeologico o storico-monumentale quanto a vincolo paesaggistico «non è subordinata alle autorizzazioni di cui agli articoli 21 e 146 del decreto legislativo 22 febbraio 202 n,. 42».

La proposta di delibera della Giunta che lo applica stabilisce che  «il rilascio della concessione avviene comunque nel rispetto delle prescrizioni del Codice della Strada, nonché di quelle derivanti da fonti normative nazionali e/o relative alla sicurezza della circolazione stradale, nonché nel rispetto dei criteri».

LIMITI SOGGETTIVI AL RILASCIO DELLA CONCESSIONE

L’art. 4-ter del Regolamento stabilisce che «per le occupazioni di suolo pubblico, realizzate con gli arredi previsti dal Catalogo …., sono legittimati all’ottenimento della concessione soltanto i titolari di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, per i quali è consentita la consumazione al tavolo e l’attività di somministrazione è prevalente».

Ai sensi del 1° comma dell’art. 181 ad essere esentati dal 1 maggio 2020 al 31 ottobre 2020 dal pagamento tanto della tassa per l’occupazione di suolo pubblico (disciplinata dal Capo II del decreto legislativo n. 507/1993)  quanto dal  canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (disciplinato dall’art. 63 del decreto legislativo n. 446/1999) sono tutti i soggetti elencati all’art. 5 della legge n. 287/1991, vale a dire ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari, bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari, nonché sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari.

La proposta di deliberazione della Giunta Capitolina estende la possibilità di chiedere l’occupazione di suolo pubblico anche «in favore delle strutture ricettive alberghiere in possesso di abilitazione all’esercizio dell’attività di somministrazione alimenti e bevande anche per i non alloggiati» e con separato atto anche alle librerie.

LIMITI DERIVANTI DALL’ATTUAZIONE DEL P.G.T.U.

L’art. 4-quater del Regolamento stabilisce che «il rilascio della concessione di occupazione suolo pubblico è subordinato al rispetto delle disposizioni del Nuovo Codice della Strada e del vigente Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U.)».

In base al Regolamento sulle sedi stradali della viabilità principale non sono consentite nuove occupazioni di suolo pubblico, salvo in genere i marciapiedi ed «all’interno di aree riservate alla sosta delimitate con elementi fissi ed aventi accessi ed uscite ben definiti a condizione che non riducano il numero di stalli di sosta tariffata eventualmente presenti.»

Inoltre «su tutte le aree di sosta tariffate insistenti su viabilità principale non sono consentite nuove occupazioni di suolo pubblico».

Sempre in  base al Regolamento sulla viabilità locale le nuove concessioni non possono essere rilasciate in una serie di casi, ed in particolare «in prossimità di monumenti e, comunque, ad una distanza inferiore a metri 5 dagli stessi».

La proposta di delibera della Giunta Capitolina non dice nulla al riguardo: si presuppone che i casi suddetti siano disciplinati nei criteri minimi essenziali per l’istruttoria dei procedimenti semplificati”.

Si fa però presente al riguardo che per i monumenti sottoposti a tutela il vincolo storico-monumentale prevede una fascia di rispetto per la fruizione del bene da parte cittadini, che per lo più non è di certo di 5 metri, ma di dieci volte tanto.

STRUTTURE AMOVIBILI

Il 6° comma dell’art. 4-quater del Regolamento specifica che le disposizioni suddette si applicano a diverse tipologie di occupazione di suolo pubblico, fra le quali rientrano «tavoli, vasi, fioriere e coperture con ombrelloni».

La proposta di delibera della Giunta Capitolina non dice nulla al riguardo, ma il 3° comma dell’art. 181 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 dispone che su “vie, piazze, strade e altri spazi aperti” può avvenire ad ogni modo la posa in opera temporanea fino al 31 ottobre del 2020 di «strutture amovibili, quali dehors, elementi di arredo urbano, attrezzature, pedane, tavolini, sedute e ombrelloni».

LIMITI OGGETTIVI AL RILASCIO DELLA CONCESSIONE

L’art. 4-quater del Regolamento detta una serie di prescrizioni che debbono essere rispettate in caso di occupazioni ricadenti sui marciapiedi, fra cui:

– l’obbligo di lasciare una fascia libera di marciapiede, destinata al transito pedonale, che non deve essere comunque inferiore a metri 2, sia se adiacente al fabbricato sia se a filo marciapiede;

– L’obbligo per l’occupazione del suolo pubblico di lunghezza superiore a metri 20, anche se di pertinenza di esercizi diversi, di garantire l’attraversamento ed il passaggio pedonale, mediante l’apertura di varchi non inferiori a metri 2.

Interessa in particolare la disposizione secondo cui «durante l’orario di apertura dei negozi, la superficie occupata, se adiacente al muro perimetrale del fabbricato, non potrà essere superiore al fronte dell’esercizio».

Il rispetto di questa disposizione non consentirebbe un ampliamento del 35%.  

CATALOGO DEGLI ARREDI

Ai sensi del comma 7-bis dell’art. 24 del Regolamento «la Giunta Capitolina approva e revisiona, nel rispetto del decoro e con cadenza triennale, il Catalogo dell’Arredo Urbano», allegato al Regolamento, di cui alla deliberazione di Giunta Capitolina n. 193/2015 e ss.mm.ii.

Il punto 11 del dispositivo della proposta di delibera della Giunta Capitolina stabilisce che «l’applicazione …. del Catalogo degli Arredi allegato al Regolamento è sospesa fino al 31.12.2020».

Al riguardo la Sindaca Virginia Raggi ha motivato questa scelta in  un  post pubblicato il 22 maggio sulla sua pagina facebook, affermando che «i titolari di bar e ristoranti non  avranno l’obbligo di adeguarsi al  catalogo degli arredi urbani commerciali, in modo da non costringerli a investimenti eccessivi in un momento di difficoltà».

PIANI DI MASSIMA OCCUPABILITÀ (PMO)

Il comma 4 dell’art. 4-bis del Regolamento prescrive che «nell’ambito della Città Storica, Roma Capitale può subordinare il rilascio di concessioni di suolo pubblico alle prescrizioni di appositi piani che individuino la massima occupabilità delle aree di rispettiva competenza».

Ai sensi del successivo comma 4-bis «per le attività di somministrazione di alimenti e bevande» sono soggette ai Piani di Massima Occupabilità (PMO), adottati dai Municipi ed approvati dalla Giunta Capitolina, anche le “isole ambientali” come definite dal nuovo P.G.T.U. di Roma Capitale.

Il punto 11 del dispositivo della proposta di delibera della Giunta Capitolina stabilisce che «l’applicazione dei Piani di cui all’art. 4 bis comma 4 del Regolamento …..è sospesa fino al 31.12.2020».

Rimane quindi sospeso ad esempio il Piano di Massima Occupabilità (PMO) di piazzale di Ponte Milvio approvato dal Consiglio del XV Municipio il 5 gennaio 2017, che aveva obbligato locali, wine bar, pub e ristoranti di Ponte Milvio a ridimensionare notevolmente la presenza di dehors e tavolini su suolo pubblico.

POSSIBILITÀ DI AMPLIARE SUBITO GLI SPAZI ALL’APERTO PER I TAVOLINI

Sul sito del Comune il 22 maggio 2020 è stato pubblicato un comunicato dal titolo “Occupazione suolo pubblico: da lunedì +35% subito per dehors e stop COSAP per tutto il 2020”.

Colpisce il seguente passo: «È il cuore della misura straordinaria approvata oggi dalla Giunta capitolina, subito applicabile in virtù di una delibera che ne anticipa gli effetti fino al passaggio in Assemblea Capitolina».

Lascia intendere che nella notte tra il 21 ed il 22 maggio 2020 la Giunta Capitolina, oltre a decidere la proposta di deliberazione da sottoporre alla approvazione della Assemblea Capitolina, ha anche approvato contestualmente una delibera “emergenziale” che consentirebbe a bar, ristoranti e altri esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di procedere immediatamente, a partire dal 25 maggio 2020, a un ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico (OSP), pari a un massimo del +35% da dedicare agli arredi esterni.

Stupisce anzitutto che nel comunicato la stessa possibilità non venga data anche a chi volesse chiedere il rilascio di una nuova concessione di occupazione di spazio pubblico.

Stupisce ancor più che, se questa possibilità è legittimata dalla deliberazione “emergenziale” che la Giunta Capitolina ha approvato al riguardo il 22 maggio 2020, allora per la sua immediata applicazione occorre prima che la delibera in questione venga pubblicata all’Albo online del Comune, dove invece a tutto il 24 maggio 2020 risulta pubblicata come ultima la deliberazione della Giunta Capitolina n. 81 del 15 maggio 2020.

Lo stesso 22 maggio 2020 in un post pubblicato sulla sua pagina fecebook la Sindaca Virginia Raggi conferma che nella notte a cavallo tra il 21 ed il 22 maggio la Giunta capitolina ha approvato «questa misura straordinaria» in base alla quale «basterà una comunicazione online, con allegata planimetria, e si potranno allestire immediatamente dehors aumentando lo spazio a disposizione», con  la precisazione che «il rilascio della concessione sarà successivo, così come i controlli sul rispetto delle nuove regole».

In mancanza della pubblicazione ufficiale della delibera che la Giunta Capitolina ha approvato il 22 maggio 2020, e conseguentemente della sua effettiva entrata in vigore e conseguente applicabilità, l’eventuale posa in opera temporanea di tavolini e quant’altro previa “comunicazione online, con allegata planimetria” potrebbe essere legittimata solo dall’applicazione invece dell’art. 181 del D.L  n. 34 del 19 maggio 2020 che lo consentirebbe.

Va messo in  evidenza che l’art. 6 del D.P.R. n. 380 del 6 giugno 2001 (“Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”) è dedicato alla “Attività edilizia libera” elenca una serie di interventi per i quali non occorre il rilascio del titolo abilitativo.

La lettera e-bis) del 1° comma è riferita alle «opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, ENTRO UN TERMINE NON SUPERIORE A NOVANTA GIORNI, PREVIA COMUNICAZIONE DI AVVIO LAVORI ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE».

Dal momento che l’art. 181 consente la posa in opera temporanea di tavolini e di quant’altro per 6 mesi anziché che per tre mesi, il suo 4° comma dispone che  «per la posa in opera delle strutture amovibili di cui al comma 3 è disapplicato il limite tempora ledi cui all’articolo 6 comma 1 lettera e-bis), del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380».

E siccome il precedente 2° comma dell’art. 181 consente di fare domanda per via telematica al Municipio competente di nuove concessioni di occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse, dal 25 maggio 2020, ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari, bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari, nonché sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari possono avvalersi di tale possibilità, ma senza alcuna regola e con il serio rischio delle sovrapposizioni e delle prevaricazioni già messe in evidenza precedentemente.

LINEE GUIDA DI IMMEDIATA APPLICAZIONE DELLE MISURE DI SOSTEGNO PER LE IMPRESE DI PUBBLICO ESERCIZIO DI CUI ALL’ART. 181 DEL D.L. N. 34 DEL19.5.2020

Con questo titolo la Giunta Capitolina ha approvato la deliberazione n. 87 del 21/22 maggio 2020, di cui siamo riusciti ad avere conoscenza a livello informale all’ultimo minuto.

Vi è riportata alla fine del testo la seguente annotazione: «Infine la Giunta, in considerazione dell’urgenza di provvedere, dichiara all’unanimità, immediatamente eseguibile la presente deliberazione a norma di legge».

Per renderla immediatamente eseguibile, la deliberazione avrebbe dovuto essere pubblicata sul sito del Comune lo stesso giorno 22 maggio 2020, per farla entrare in vigore e per poterla conseguentemente far applicare da tutti i titolari delle imprese di pubblico esercizio che se ne volessero avvalere.

Come già detto in precedenza, a tutto il 24 maggio 2020 non risulta ancora pubblicata non solo la deliberazione n. 87 del 21/22 maggio 2020, ma anche le precedenti deliberazioni da n 82 a n. 86, perché quasi da sempre chi gestisce il sito del Comune si decide a pubblicare i provvedimenti del Comune mediamente 10 giorni dopo la data della loro approvazione da parte della Giunta Capitolina o dell’Assemblea Capitolina.

Della deliberazione n. 87 del 21/22 maggio 2020 siamo in grado di far conoscere i seguenti estratti delle premesse.

«per dare attuazione concreta alla disciplina contenuta nel D.L. sopra citato ed agli indirizzi contenuti nella Memoria di Giunta Capitolina del 4.05.2020 (prot. QH/17729), occorre introdurre in materia di concessione di suolo pubblico una disciplina ad hoc temporanea legata all’emergenza da Covid-19 , anche al fine di fornire un indirizzo interpretativo ed applicativo agli Uffici in merito alla gestione delle domande che dovessero pervenire ai sensi del citato articolo 181 del D.L. 34/2020, nelle more della definizione di una specifica disciplina da parte dell’Assemblea Capitolina;

si rende necessario introdurre una specifica disciplina transitoria volta ad individuare le modalità di presentazione telematica della domanda ai sensi dell’art. 181 citato consentendo altresì ai soggetti interessati l’avvio dell’occupazione ai sensi dell’art. 11 del Regolamento competenti Uffici capitolini hanno già formalizzato con gli Enti di Tutela la condivisione di criteri

minimi volti a semplificare l’istruttoria delle domande in questione fino al 31.12.2020;

… RITENUTO che

al fine di rafforzare questo effetto di sostegno alle imprese anche sotto il profilo di semplificazione procedurale è possibile fornire agli uffici alcune Linee Guida quali criteri finalizzati ad una più celere applicazione delle novità normative, oltre che all’istruttoria delle domande che dovessero pervenire in attuazione delle disposizioni di cui al citato articolo 181 del D.L. 34/2020, nelle more del completamento dell’iter deliberativo di competenza dell’Assemblea Capitolina;

l’attuale situazione di emergenza e la conseguente necessità di dover rispettare le regole del distanziamento sociale impongono di riorganizzare fin da subito gli spazi destinati alla clientela con conseguente necessità di dover occupare maggiore superficie nella considerazione di voler

mantenere i medesimi livelli di accoglienza del periodo pre-emergenza;

al momento, un aumento del 35% della superficie di suolo pubblico già occupata può essere considerato un incremento adeguato a garantire un primo sostegno alle imprese nelle more del

progressivo ritorno della clientela, tenuto conto che lo spazio necessario per persona per assicurare il distanziamento è di almeno un metro per lato;

è possibile, quindi, fornire le seguenti Linee Guida per una immediata applicazione delle

disposizioni di cui all’art. 181 del D.L. 34/2020, nelle more del perfezionamento della disciplina di competenza dell’Assemblea Capitolina;».

Nel dispositivo della deliberazione n. 87 del 21/22 maggio 2020 sono adottate le seguenti Linee Guida.

Da un confronto con la proposta di deliberazione della Giunta Capitolina emerge intanto che i punti da 14 sono diventati 12: risalta la differenza al punto 5 perché mentre nella proposta della Giunta il procedimento di rilascio della concessione è concluso entro 60 (sessanta) giorni, ora nella deliberazione n. 87 «il procedimento è concluso in 30 (trenta) giorni, ovvero in 60 (sessanta) giorni per le occupazioni ricadenti nella Città Storica, a decorrere dalla data di ricezione della domanda».

Risata anche la differenza al punto 8 perché mentre nella proposta della Giunta «la concessione ha durata temporanea fino al massimo al 31.12.2020, nel rispetto delle prescrizioni di legge e dei vigenti regolamenti, e decorre dalla data di inizio dell’occupazione, a condizione che la domanda sia presentata entro il 31.10.2020», ora nella deliberazione n. 87 «la concessione decorre dalla data di inizio dell’occupazione», lasciando intendere che la concessione – anche se rilasciata 30 o 60 giorni dopo la data di ricezione della domanda – viene fatta decorrere dalla data di inizio dell’occupazione  .

Non sono stati riportati i punti 12 e 13 della proposta di deliberazione della Giunta Capitolina, che facevano riferimento alla possibilità di occupazione del suolo pubblico anche ad una distanza massima pari a metri 25 dal fronte dell’esercizio, che estendevano pure alle strutture ricettive alberghiere.  

Da notare infine che le Linee Guida devono considerarsi decadute al 31.10.2020, perché è la scadenza fissata dal D.L.  n. 34 del 19 maggio 2020. 

Da un punto di vista giuridico vien e fatto un distinguo tra la immediata posa in opera temporanea  di tavolini e quant’altro ai sensi della lettera e-bis) del 1° comma dell’art. 6 del D.P.R. 380/2001, che in applicazione dell’art. 181 del D-.L. n. 34 del 19 maggio 2020 può durare fino al 31 ottobre 2020, con il rilascio della concessione dell’occupazione  di suolo pubblico ai sensi del 2° comma dell’art. 4 del Regolamento sulle OSP, che può avvenire dopo uno o due mesi. 

I “NODI” DA SCIOGLIERE

1 – CRITERI MINIMI ESSENZIALI PER L’ISTRUTTORIA DEI PROCEDIMENTI SEMPLIFICATI – Il comunicato pubblicato il 22 maggio 2020 sul sito del Comune riporta la seguente dichiarazione dell’Assessore Carlo Cafarotti: «il mio particolare ringraziamento va alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma (MIBACT) oltre che alla Sovrintendenza Capitolina e alla nostra Polizia Locale, che con professionalità ed efficienza hanno collaborato alla semplificazione dei criteri necessari».

Quanto ai «criteri tecnici minimi essenziali per l’istruttoria», che secondo il punto 14 del dispositivo della proposta di delibera della Giunta Capitolina sarebbero ancora da individuare da parte del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive, secondo invece il comunicato pubblicato sul sito del Comune «sono già stati elaborati da una una task force composta da Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive di Roma Capitale, Soprintendenza Statale, Comando Generale di Polizia Locale e Sovrintendenza Capitolina».

Non è dato al momento di sapere il contenuto di questi criteri minimi che sono diventati però “Linee Guida” nella deliberazione n. 87 del 21/22 maggio 2020 approvata dalla Giunta Capitolina, ma con scadenza al 31 ottobre 2020.

Dal momento che per le aree vincolate, specie del centro storico di Roma, ai sensi del 3° comma dell’art. 181 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 la posa in opera temporanea delle suddette strutture amovibili, se ricade in aree soggette tanto a vincolo archeologico o storico-monumentale quanto a vincolo paesaggistico «non è subordinata alle autorizzazioni di cui agli articoli 21 e 146 del decreto legislativo 22 febbraio 202 n,. 42», ma la sospensione delle autorizzazioni necessarie per l’occupazione di suolo pubblico nelle aree vincolate non esenta comunque dall’obbligo di rispettare il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, è necessario che i criteri minimi concordati con le Soprintendenze prevedano quanto meno il rispetto degli articoli 45 e 145 del D.Lgs. n. 42/2004 per quanto riguarda le fasce di rispetto dei “beni culturali” da un lato e dall’altro lato i piani territoriali paesistici a tutela dei “beni paesaggistici”-

L’obbligo di rispetto di questi “criteri minimi” va prescritto a monte di ogni procedimento, a partire dalle imprese di pubblico esercizio, proprio per garantire ad esse il massimo snellimento delle procedure.

2 – TEMPI DI RILASCIO DELLE CONCESSIONI – Il punto 5 della proposta di delibera della Giunta Capitolina prevede che «il procedimento di rilascio della concessione è concluso entro 60 (sessanta) giorni», mentre il 2° comma dell’art. 4 del Regolamento dispone che «il procedimento è concluso in 30 (trenta) giorni, ovvero in 60 (sessanta) giorni per le occupazioni ricadenti nella Città Storica, a decorrere dalla data di ricezione della domanda».

La deliberazione  della Giunta Capitolina n. 87 del 21/22 maggio 2020 riprende  il testo del 2° comma dell’art. 4 del Regolamento.

Sarebbe pertanto opportuno che l’Assemblea Capitolina, in sede di approvazione della proposta di delibera della Giunta Capitolina, riducesse a 30 giorni il tempo di rilascio delle concessioni per tutte le occupazioni di suolo pubblico ricadenti al di fuori della Città Storica.

Ai fini di un ancor maggiore snellimento delle procedure, l’Assemblea Capitolina può valutare l’opportunità di lasciare a 60 giorni la conclusione del procedimento di rilascio della concessione, senza subordinarlo però alla successiva posa in opera dei tavolini e di quant’altro, che possono essere invece piazzati dal giorno dopo della presentazione via pec della domanda di rilascio della concessione, perché considerata attività edilizia libera che non ha bisogno di un titolo abilitativo e necessita solo di una comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale.

Per una opportunità del genere si rende necessaria una ponderazione degli interessi pubblici coinvolti con particolare riguardo da un  lato all’esigenza di sostegno delle attività produttive in relazione alla particolare congiuntura economica determinatasi a seguito dell’emergenza Covid-19, ed alla necessità dall’altro lato che sia assicurato il corretto insediamento delle occupazioni di suolo pubblico in ambito urbano onde garantire il decoro, la visibilità e la godibilità degli spazi pubblici, la percezione dello spazio architettonico e/o paesaggistico, la pubblica fruizione e la sicurezza delle aree interessate, nonché la migliore applicazione delle prescrizioni in tema di distanziamento sociale.

Per raggiungere un rapporto equilibrato ed armonico tra entrambe le suddette esigenze bisognerebbe prescrivere l’obbligo tassativo del rispetto di questi “criteri minimi” prescrivendolo a monte di ogni procedimento, a partire dalle imprese di pubblico esercizio, proprio per garantire ad esse il massimo snellimento delle procedure: in tal modo si potrebbero mettere da subito tavolini e quant’altro con l’occupazione di spazi pubblici all’aperto, senza dover aspettare prima il rilascio materiale della concessione,  che avverrebbe nella peggiore delle ipotesi dopo 2 mesi.

La proposta di delibera della Giunta Capitolina può essere modificata in sede di approvazione da parte della Assemblea Capitolina, prevedendo la posa in opera di tavolini e quant’altro dal giorno dopo la presentazione della domanda via pec al Municipio competente della occupazione di suolo pubblico, ma alla imprescindibile condizione che nella domanda venga dimostrato il totale rispetto dei “criteri minimi” prescritti a monte del procedimento, di cui dovranno essere muniti tutti gli addetti del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, chiamati a verificare entro 7 giorni dalla data di ricezione della domanda che sono stati pienamente rispettati i suddetti “criteri minimi”.

Fra i “criteri minimi” che dovranno essere fissati ci deve essere l’obbligo tassativo per tutti i tavolini sistemati sui marciapiedi di lasciare sempre e comunque un varco di due metri da riservare al passaggio pedonale, per assicurare i cittadini che lo utilizzano che non vi può essere rischio di contagio procurato dai clienti di bar e ristoranti che per consumare debbono stare senza mascherina.           

3 – RICHIESTA DI OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO DA PARTE DI ESERCENTI CHE NON L’AVEVANOA tal riguardo in una intervista rilasciata a Roma Today il 22 maggio 2020 la Presidente del I  Municipio Sabrina Alfonsi ha dichiarato: «Il passaggio sull’occupazione di suolo pubblico per esercenti che non ne avevano, così come formulato, è problematico» perché nella proposta di delibera della Giunta Capitolina si dice che chi non aveva tavolini potrà posizionarne il 35% in più rispetto ai posti presenti all’interno.

«Questo significa che una pizzeria che ha 100 coperti, per dire, potrebbe metterne 35?

E dove?

In casi del genere risulterà inapplicabile.

Si fa riferimenti ai posti presenti pre o post covid?

Chi poi ha uno spazio interno molto piccolo, ma magari ne avrebbe fuori per allargarsi, non potrà farlo».

Fra i “criteri minimi” che dovranno essere fissati ci deve essere indicato anche come  sciogliere tale nodo.

4 – PRESENZA DI PIÙ RICHIESTE PER L’OCCUPAZIONE DELLA MEDESIMA AREAPer casi come questo può valere l’applicazione del 5° comma dell’art. 3 del Regolamento in base al quale «si applica l’ordine cronologico di ricezione e protocollo, purché la richiesta sia completa di tutti gli elementi prescritti», ma solo e soltanto se sull’area richiesta non prospettano altri esercizi commerciali.

Dal momento che questa situazione non si verifica per la maggior parte dei casi.

A tal riguardo sempre nell’intervista rilasciata a Roma Today il 22 maggio 2020 la Presidente del I  Municipio Sabrina Alfonsi ha dichiarato: «Abbiamo già chiesto alla sindaca e ai vigili urbani di inviare delle circolari esplicative ai commercianti, perché possano essere tutti assolutamente in regola».

Le auspicate «circolari esplicative ai commercianti» debbono riguardare proprio i “criteri minimi essenziali” da emanare quanto prima, a chiarimento tanto della delibera che la Giunta Capitolina ha approvato il 22 maggio 2020 quanto della proposta di delibera adottata sempre dalla Giunta Capitolina il 22 maggio 2020 in attesa venga sottoposta all’esame ed all’approvazione della Assemblea Capitolina.  

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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AGGIORNAMENTO

Sul sito del Comune è stata pubblicata la seguente notizia.

Emergenza Covid-19. Occupazione di suolo pubblico per attività di somministrazione alimenti e bevande – approvazione delle Linee Guida e modulistica

25-mag-2020
Si rende nota la pubblicazione della Determinazione Dirigenziale n. rep. QH/354 del 22 maggio 2020, adottata in attuazione della Deliberazione di Giunta Capitolina n. 87 del 21/22 maggio, avente oggetto: “Recepimento delle Linee Guida di cui alla Deliberazione di Giunta Capitolina n. 87 del 21/22 maggio 2020 in materia di occupazione di suolo pubblico per emergenza da Covid-19 e approvazione modulistica”.Si precisa che le domande dovranno essere inoltrate via PEC al Municipio territorialmente competente accedendo al portale SUAP all’indirizzo www.comune.roma.it/suap-portal/ e utilizzando soltanto la modulistica già caricata sul medesimo portale.

Consulta i seguenti documenti:

Determinazione Dirigenziale n. rep. QH/354 del 22 maggio 2020

Criteri tecnici minimi

Fac-simile dell’istanza per nuova concessione O.S.P.

Fac-simile dell’istanza per ampliamento concessione O.S.P.

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Intorno alle ore 11 del 25 maggio 2020 è stata pubblicata all’Albo online del Comune la deliberazione della Giunta Capitolina n. 87 del 22 maggio 2020

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