Parco d’Abruzzo, orsa a spasso con quattro cuccioli. “Evento eccezionale”

 

Lo confesso, ho pianto.

Mai si era vista una madre con quattro cuccioli di orsi, è un evento eccezionale, bellissimo, ma non sarà facile mantenerli tutti per la madre“.

Così, Daniela D’Amico, responsabile promozione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), racconta l’emozione che i membri del parco  stanno vivendo in queste ore: nel weekend due guardaparco hanno infatti avvistato una ‘mamma’ orsa con al seguito addirittura quattro cuccioli.

Si tratta di un evento rarissimo, dato che “solitamente riescono ad avere due figli, al massimo tre.

Ma quattro mai, almeno qui in Europa è davvero qualcosa di inimmaginabile, nemmeno in Norvegia dove ci sono più esemplari, almeno andando a memoria di casi simili“, spiega D’Amico.

Durante il turno di servizio i due guardaparco che stavano pattugliando il territorio hanno intravisto a distanza di sicurezza l’orsa passare con i quattro cuccioli su un prato del parco: stupefatti, hanno iniziato a scattare fotografie che ora saranno utili per l’identificazione e successive valutazione sulle condizioni degli orsetti.

La madre, un orso bruno marsicano privo di collare, conosciuto dai membri del parco ma avvistato poche volte, è apparsa in buona salute, così come tre dei cuccioli.

Un quarto purtroppo sembrava molto piccolo per dimensioni: per scelta biologica, dato che mantenere quattro cuccioli è davvero complesso, non è escluso che la madre possa abbandonare il più piccolo e indifeso.

Speriamo non accada“.

I rischi per i plantigradi

Da un paio di giorni gli operatori del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove per la prima volta si è osservato un evento del genere, stanno tentando di riavvistare gli animali per poter ottenere nuove informazioni scientifiche in modo da poterli proteggere.

I rischi sono che si allontanino e i pericoli, dalla caccia agli incidenti, da sconfinamenti a malattie, sono sempre dietro l’angolo per gli orsetti.

La nostra sfida è assicurare un futuro a questi meravigliosi animali“.

Una specie ombrello

Il fatto che siano stati avvistati i cinque orsi viene visto come un segnale di salute anche del territorio, “dato che l’orso è una specie ombrello, che ci indica quando è in salute e prospera, le buone condizioni del territorio stesso” chiosa D’Amico.

La sfida della conservazione

Per il direttore del Parco Luciano Sammarone si tratta di un “evento  sicuramente eccezionale, è la testimonianza migliore che il territorio del Parco ha tutto ciò che serve per supportare la vitalità della popolazione di orso bruno marsicano.

Conferma quanto sia importante la ricerca scientifica nel contribuire ad aumentare la conoscenza e a creare una base indispensabile per le scelte gestionali utili anche alla tutela“.

Anche per il direttore c’è incertezza nella sfida per la conservazione fuori dai confini del Parco “dove purtroppo i pericoli, soprattutto di origine antropica, sono ancora troppi e richiedono uno sforzo coordinato tra tutti i soggetti presenti, istituzioni e operatori economici in primis“.

La convivenza è possibile

Nel 2019 sono stati registrati 20 nuovi nati (16 nel parco e 4 fuori).

Un’ottima notizia, ma l’aumento del numero include anche più sconfinamenti fuori dal parco.

Pensare di tenere confinata una popolazione all’interno di spazi limitati significa ignorare le basi elementari della biologia e dell’ecologia” ricordano dal parco.

La convivenza con gli orsi è possibile e video come quello della famiglia che nel Brenta ha filmato un orso così da vicino, dimostrano che con le giuste attenzioni possiamo convivere insieme nello stesso territorio.

Andrebbe fatto un monumento a quella famiglia, che con i comportamenti tenuti dal bambino e quel filmato eccezionale insegnano tanto a tutti noi”  sostiene D’Amico.

Infine, soddisfazione anche per Giovanni Cannata, presidente del parco, per il quale “senza nulla togliere ad altri eventi questa è la notizia più bella nel giorno che ha celebrato la Giornata Europea dei Parchi, ricordando, grazie all’orso marsicano, quanto sia importante fare rete e squadra, promuovendo iniziative organiche di tutela degli habitat e delle specie minacciate, ma anche di sviluppo sostenibile, utile a promuovere l’economia delle aree protette attraverso la conoscenza dei temi di tutela e la sensibilizzazione di residenti e turisti“.

(Articolo di Giacomo Talignani, pubblicato con  questo titolo il 25 maggio 2020 sul sito online del quotidiano “la Repubblica”)

 

 

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