Concessioni dei fari della Maddalena: Italia Nostra scrive ai ministri Costa e Franceschini

 

Oggi Italia Nostra ha inviato una lettera ai ministri dell’ambiente Sergio Costa e dei beni culturali Dario Franceschini perché «quello che si temeva sul futuro dei fari e delle fortificazioni della Sardegna, sembra stia diventando realtà nel Parco Nazionale dell’isola della Maddalena».

Ebe Giacometti, Presidente Italia Nostra nazionale, Graziano Bullegas, residente IN Sardegna, e Lucia Spanu, presidente IN La Maddalena, ricordano che «è di questi giorni la notizia dell’assegnazione a delle società private di quattro strutture costiere nell’arcipelago della Maddalena: il Faro di Punta Filetto nell’isola di Santa Maria, il vecchio Faro dell’isola di Razzoli, l’ex Stazione di vedetta di Marginetto e il Faro di Capo d’Orso sulla costa dell’isola madre.

Da anni, Italia Nostra segue le vicissitudini dei fari, delle torri costiere e delle stazioni semaforiche che segnano il paesaggio dell’intera costa isolana e la caratterizzano, ha visto quindi di buon grado nel 2011 il passaggio di questi beni all’Agenzia della Conservatoria delle Coste della Sardegna che da subito si è impegnata a censirle, studiarne lo stato e attivare progetti di turismo sostenibile da proporre ai privati.

Insieme ad altre associazioni ambientaliste, Italia Nostra ha interloquito con la Conservatoria ponendo come condizione imprescindibile della concessione la fruizione dei beni e delle aree esterne di pertinenza – queste strutture sorgono nei promontori più suggestivi dell’isola – e la loro destinazione ad attività turistiche e/o culturali sostenibili e responsabili».

Ma ora gli esponenti nazionali e regionali scrivono che «purtroppo, dopo pochi anni di operatività, la Conservatoria è stata “inspiegabilmente” commissariata e in pratica resa non operativa e nel 2017 ben dieci fari e le quattro stazioni semaforiche hanno intrapreso il percorso inverso, dalla Regione sono tornati allo Stato, e precisamente all’Agenzia del Demanio, incaricata di predisporre le procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento in concessione o in locazione degli immobili.

È evidente che l’affido a privati appare essere ormai l’unica soluzione praticabile, viste le limitate risorse messe a disposizione dalla Regione e dallo Stato e le gravi condizioni di incuria in cui versano, spesso a rischio di crollo».

Alla luce delle ultime novità, Italia Nostra esprime «perplessità perché il di Faro dell’isola di Razzoli (e, parrebbe, anche l’intera isola) è andato allo stesso assegnatario del Faro di Capo Spartivento, già contestato a suo tempo per la realizzazione delle strutture esterne al faro, la recinzione invalicabile, la sua trasformazione in una struttura esclusiva, elitaria e inaccessibile al pubblico.

Se questo è il modello, allora si è deciso di fare in concreto l’opposto rispetto ai propositi dei bandi centrati sulla “valorizzazione turistico-culturale principalmente legato ai temi del turismo sostenibile, alla scoperta del territorio ed alla salvaguardia del paesaggio, anche attraverso la coesistenza dell’uso pubblico, inteso come servizio di pubblica utilità”».

Per questo Italia Nostra annuncia a Costa e Franceschini che «cercherà di impedire la completa privatizzazione delle strutture e degli spazi costieri, insistendo ancora sulla necessità di renderli sostenibili, fruibili e aperti alle realtà locali attraverso la possibile coesistenza tra esigenze privatistiche e uso pubblico di questi importanti beni demaniali».

(Articolo pubblicato con questo titolo l’11 giugno 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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