Perché l’onda verde che ha cambiato colore (anche) alla Francia in Italia non c’è

 

In Europa il mix tra ecologia, donne e protagonismo delle comunità locali è alla base di quell’onda verde che ha prima portato gli European Greens a vincere in Baviera, Lussemburgo, Belgio e ad affermarsi con un risultato senza precedenti alle ultime elezioni europee.

E che ora ha cambiato colore alla Francia. 

Lione, Bordeaux, Marsiglia, Strasburgo, Poitiers, Besancon, Tours: le elezioni amministrative francesi hanno premiato i candidati e soprattutto le candidate verdi.

Un risultato quasi rivoluzionario, costruito grazie a una proposta politica fatta di concretezza, centralità dei territori e soluzioni credibili, che non mi ha stupito.

Perché, tanto più dopo la tempesta del coronavirus, i cittadini hanno capito che non si può vivere bene e sani in un ambiente malato, che città e sviluppo sostenibili non sono un’utopia per idealisti e benestanti ma significano benessere condiviso, equità, diritti e migliore qualità della vita.

Cosa è, se non la traduzione pratica di questi principi, il progetto della “Ville duquart d’heure” grazie al quale, anche, la sindaca Hidalgo ha riconquistato Parigi?

Una città in cui puoi trovare tutto ciò di cui hai bisogno a 15 minuti massimo da casa, un modo per migliorare la qualità della vita investendo sulla prossimità e trasformando gli spazi urbani sottoutilizzati in nuovi servizi per la comunità.

Così l’onda verde cresce e si consolida nelle città europee.

Abbattendo quelle che sembrano regole fisse e immutabili: ad esempio l’idea che l’ecologismo in politica non potesse avere successo in tempi di crisi economica, o che l’ambientalismo non potesse essere la matrice principale di una coalizione di centro sinistra.

Sostenuta anche dalle mobilitazioni dei ragazzi dei Fridays For Future l’onda verde continua ad avere il vento in poppa. 

Ovunque, ad eccezione dell’Italia.

Benché anche da noi si stia lavorando, il problema è che si continua a pensare ai contenitori più che alle sfide poste dai territori.

Anche in Italia abbiamo un’occasione straordinaria per affrontare le prossime elezioni amministrative con una proposta frutto di alleanze larghe, nate sui territori, fatta di contenuti e competenze, di politiche urbane nel segno della sostenibilità che realizzino nel locale progetti di mobilità sostenibile, di efficienza nell’abitare, di green economy, comunità energetiche rinnovabili, spazi verdi per la comunità, un corretto ciclo di gestione dei rifiuti.

Tutto questo insieme a politiche sociali capaci di rispondere alle disuguaglianze sociali e al nodo delle periferie, a piani contro la crisi climatica che portino i nostri centri urbani in Europa e che li rendano più resilienti.

Solo così riusciremo ad utilizzare il Recovery Fund per tornare a crescere cambiando le nostre città e la vita di milioni di cittadine e cittadini in chiave sostenibile.

Tenendo insieme ambiente, coesione sociale e benessere.

Perché questo può essere la conversione ecologia: un grande cambiamento che renda la nostra società più sostenibile, prospera, innovativa, giusta ed inclusiva.

E quindi più felice.

Abbiamo le tecnologie e le competenze per conciliare ecologia, giustizia sociale ed economia, per risolvere insieme le crisi economica, sociale ed ambientale.

Quella della sostenibilità è la via intrapresa dall’Europa. 

Proviamoci e crediamoci davvero.

Anche in Italia.

di Rossella Muroni, ecologista e deputata della Commissione Ambiente, per greenreport

(Articolo pubblicato con questo titolo il 1 luglio 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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