Tavolini per i ristoranti, ennesima lite a 5 stelle: la rabbia dell’assessore Cafarotti e lo strappo con la maggioranza

 

Alla fine la delibera sui tavolini è passata in Consiglio comunale.

Per i ristoratori di Roma è possibile aumentare l’occupazione di suolo pubblico fino al 50% in Centro storico e fino al 70% nelle altre zone della città (qui tutte le regole).

Ma il voto in Aula non è stato indolore. 

Sulla delibera si è consumato l’ennesimo scontro tra i pentastellati.

Da una parte il presidente della commissione commercio Andrea Coia, sostenitore di una rivoluzione seppur temporanea del settore, un “tavolino libera tutti” per andare incontro al massimo ai commercianti.

Dall’altra parte l’assessore Carlo Cafarotti, autore della versione originaria della delibera, licenziata in giunta a maggio, con un impianto più severo e regole volte a limitare la possibile “deregulation”.

Subito osteggiata, fuori e dentro l’Aula, dal presidente Coia.  

Per i ristoratori romani si può e si deve fare di più.

Questo il messaggio.

Da qui gli emendamenti in Assemblea capitolina per allargare le maglie, in barba ai pareri tecnici negativi degli uffici e della Sovrintendenza capitolina e Soprintendenza statale, votati ieri da 18 consiglieri M5s (nove assenti) e due del centrodestra, FdI e Lega.

Più spazio disponibile sui marciapiedi e nelle piazze pedonali (ma anche sulle strisce blu della sosta tariffata) e soprattutto per un tempo decisamente più lungo rispetto a quanto fissato dall’assessore: da 6 mesi a 18.

Fino cioè al 31 ottobre 2021. 

Un epilogo che a Cafarotti non è piaciuto affatto.

Tanto da spingerlo a un passo dalle dimissioni. “La proposta di giunta era stata pensata come forma di equilibrio inattaccabile e robusto – ha spiegato durante l’intervento in Aula – basata su tre perni fondamentali: la percentuale, giudicata fisiologica, di un ampliamento del 35%, la durata delle misure straordinarie fino a fine anno concordata con gli enti di tutela e i criteri minimi da rispettare, sempre di concerto con gli enti di tutela”.

Punti stravolti poi dagli emendamenti dei consiglieri. 

“L’Aula ne ha piena facoltà, com’è evidente che gli enti di tutela hanno piena facoltà di lavorare alla tutela e continueranno a fare il loro lavoro”.

E la Sovrintendenza, grazie a un emendamento della presidente della commissione Cultura Eleonora Guadagno, effettuerà monitoraggi trimestrali.

Che poi non è solo un problema di tutele. 

“C’è lo choc di domanda – commenta ancora Cafarotti – anche se mettessimo i tavolini ovunque, è bene non dimenticare che in primis a quei tavolini ci dovrà essere qualcuno seduto”.

Più suolo pubblico per bar, ristoranti, locali, ma non sarà la panacea di tutti i mali.

(Articolo di Ginevra Nozzoli, pubblicato con questo titolo il 7 luglio 2020 sul sito online “Roma Today”)

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