Foreste a fuoco, dall’inizio dell’estate 11 arresti e 256 denunce

 

Il 97% degli incendi in Europa sono causati direttamente o indirettamente dall’uomo, e l’Italia non fa certo eccezione. 

Basta guardare ai dati del Corpo forestale dello Stato: nel 2007, l’annata peggiore degli ultimi 40 anni in Italia per quanto riguarda l’area bruciata, nel 65% dei casi è stata riscontrata una motivazione dolosa, in prevalenza per la ricerca di un profitto (31% degli incendi dolosi), cioè soprattutto per la creazione o rinnovazione del pascolo a mezzo del fuoco.

Nonostante tutto, anno dopo anno, gli incendi non si fermano: da una elaborazione di Coldiretti su dati del Dipartimento della Protezione civile nel periodo compreso dal 15 giugno scorso a oggi si arriva a quasi 500 incendi che hanno percorso l’Italia da nord a sud.

Nel dettaglio, il forte incremento dell’attività info-investigativa dei reparti dell’Arma Forestale e territoriale ha portato, nella stagione estiva in corso, all’arresto di 11 persone e al deferimento all’Autorità giudiziaria di 256 soggetti noti e complessivamente dal 1 gennaio 2017 alla denuncia a piede libero di 1266 persone ed all’arresto/ custodia cautelare di altri 150 soggetti colti in flagranza di reato.

«Ringrazio tutti gli uomini dei Carabinieri forestali impegnati in queste ore e in questi giorni particolarmente delicati nel controllo delle aree boschive a rischio incendio.

Il loro lavoro – sottolinea il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – è inestimabile per salvaguardare questi polmoni verdi dalla mano di spregiudicati eco-criminali e assicurarli alla giustizia».

La campagna di repressione continua incessante per fermare questi criminali, ma da sola purtroppo non basta come dimostra da ultimo l’estate in corso.

Da una parte la migrazione rurale-urbana, lo spopolamento, i processi di abbandono delle terre – che portano ad un accumulo incontrollato di vegetazione – sono elementi che spingono il fronte degli incendi; dall’altra, soprattutto, le statistiche disponibili mostrano che gli incendi in Italia sono sempre più influenzati dall’andamento meteorologico, e con la crisi climatica in corso si avrà un aumento della frequenza di condizioni meteorologiche estreme predisponenti gli incendi.

Per questo occorre lavorare soprattutto sulla prevenzione, sia nella gestione del suolo sia a partire da una riduzione netta dei gas climalteranti, una partita che purtroppo l’Italia sta ancora giocando in retroguardia.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 25 agosto 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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