Le prese di posizione delle altre Regioni contro il decreto legge “Sblocca Italia”

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Lombardia e Veneto ribadiscono il no ai rifiuti del Sud

(da www.lapadania.it del 25 settembre 2014)

Dopo la dura presa di posizione, meno di 48 ore fa, dell’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo della Lombardia che aveva chiesto in commissione a Roma, insieme ai colleghi del Veneto, Emilia Romagna e Piemonte lo stralcio completo dell’art.35 dello “Sblocca Italia”, ieri la Conferenza Stato-Regione ha vissuto un ulteriore strappo tra Nord e Sud. 

Di fatto le Regioni si sono divise sulla norma voluta dal governo Renzi che, sostanzialmente, obbliga a trasferire il rifiuto solido urbano da una regione all’altra nei casi di emergenza. 

I governatori ne hanno iniziato a parlare in Conferenza delle Regioni, in previsione di un’audizione alla Camera, ma le posizioni sono lontanissime. 

Veneto e Lombardia non ne vogliono sapere di importare i rifiuti da fuori. 

«Noi non accetteremo che arrivino rifiuti da altre regioni. Piuttosto boicottiamo gli impianti – ha detto l’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia -.

L’articolo 35 dice che chi non ha fatto il proprio dovere mettendo a posto il ciclo dei rifiuti potrà avvalersi degli impianti di altre regioni.  

È una cosa che non sta né in cielo né in terra».

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Massimo Garavaglia

Di tutt’altro avviso il governatore Campano, Stefano Caldoro: «L’utilizzo dei rifiuti è legato all’energia e l’energia è qualcosa che riguarda il perimetro nazionale. Sono questioni che non si possono regionalizzare o provincializzare. E poi mi chiedo: perché i rifiuti solidi urbani non possono essere trasferiti mentre quelli tossici e nocivi invece sì?».

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Stefano Caldoro

E c’è già chi spera in un intervento della Consulta come il governatore della Basilicata, Marcello Pittella.

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Marcello Pittella

Un intervento, a dire il vero, messo nero su bianco già una decina di giorni fa dalla Giunta lombarda che ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale contro la legittimità dello Sblocca Italia.

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Rifiuti ed inceneritori: anche la regione Piemonte contro lo “Sblocca Italia”

(da www.atnews.it del 7 ottobre 2014)

Anche la Regione Piemonte è contraria all’art.35 del decreto “Sblocca Italia” che prevede l’autorizzazione alla massima capienza degli inceneritori ed il conseguente “pendolarismo” dei rifiuti da una parte all’latra del paese. 

La risposta è arrivata oggi in aula in risposta all’interrogazione del capogruppo regionale M5S Piemonte, Giorgio Bertola, rivolta alla Giunta finalizzata a chiarire la posizione dell’ente anche alla luce degli analoghi ricorsi alla Corte Costituzionale presentati dalle Regioni Lombardia e Veneto sul decreto “Sblocca Italia” per la parte riguardante la gestione dei rifiuti.

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Giorgio Bertola

Nella sua risposta l’Assessore all’Ambiente Valmaggia ha riferito come “l’attuale formulazione dell’art. 35 del DL 133/2014 non possa essere condiviso dalla Giunta regionale”.

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Alberto Valmaggia

Arrivati a questo punto sarebbe davvero importante che anche il Piemonte si aggiungesse alle Regioni intenzionate e presentare formale ricorso alla Corte Costituzionale. 

Infatti lo ‘Sblocca Italia’ avrebbe pesanti ripercussioni proprio sulla nostra Regione dove insiste l’inceneritore del Gerbiolo”.

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Sblocca Italia, Regioni e trivellazioni: la Puglia si muove, il Molise sonnecchia

(da www.termolionline.it del 16 ottobre 21014)

TERMOLI.Il consiglio regionale della Puglia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale impegna la Giunta ad intraprendere ogni iniziativa utile nei confronti del Governo nazionale, per le modifiche degli articoli 36, 37 e 38 del decreto legge ’Sblocca Italia’, coerenti con la tutela costituzionale della legislazione concorrente in materia energetica, e a promuovere ricorso alla Corte Costituzionale in caso di conversione in legge delle norme stesse, senza modifiche. Con questa iniziativa il Consiglio regionale della Puglia invita anche tutti Consigli regionali “ad approvare nuove proposte di legge alle Camere per vietare la ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare”.

Lo rivela l’Adnkronos che riportando le dichiarazioni del presidente dell’assemblea Onofrio Introna aggiunge: “L’impegno della Puglia contro le trivelle continua e prosegue anche la ricerca di una posizione unitaria, condivisa da tutti i Parlamenti regionali, per una moratoria nazionale e comunitaria delle estrazioni di petrolio nelle acque del Mediterraneo europeo”.

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Onofrio Introna

È un pronunciamento che rende formale la richiesta già avanzata da Introna nella recente plenaria a Roma della Conferenza nazionale dei presidenti delle assemblee legislative.  

I consiglieri pugliesi chiedono, inoltre, ai colleghi di tutta Italia di rinnovare proposte di legge alle Camere, per il divieto della prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare, come già fatto da Puglia, Veneto, Abruzzo, Molise nella legislatura parlamentare precedente e dalle Marche in quella attuale”.

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E cosa fa il Molise

Sonnecchia, nulla in più, lo abbiamo chiesto a Patrizia Manzo, esponente in consiglio regionale del Movimento cinque stelle.

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Patrizia Manzo

 

Se il Molise sonnecchia lo sveglieremo noi. 

Il decreto Sblocca Italia è un decreto che affosserà il Paese e lo sfascerà del tutto.  

Tra i tanti articoli devastanti, penso a quello sugli inceneritori, il governo di Matteo Renzi ha anche deciso di tendere una grande mano alle compagnie petrolifere, attribuendo a tutti i progetti, di prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi in terraferma ed in mare, carattere di interesse strategico e di pubblica utilità, urgenti e indifferibili.  

I tempi lunghi per l’approvazione dei progetti, gli impedimenti e le opposizioni dei territori, come il lentissimo ritorno degli investimenti sono problemi azzerati, per le stesse compagnie, se questo decreto verrà convertito in legge. 

L’accelerazione che il Governo sta imponendo sulla conversione in legge dimostra inoltre di non volere alcuna interlocuzione con i territori. 

Per questo motivo pochi giorni fa, con un lavoro in sinergia con i consiglieri 5 Stelle delle altre regioni, abbiamo presentato in Consiglio una mozione per impegnare Frattura ad attivare, a partire dalla Conferenza delle Regioni, ogni utile azione al fine di sostenere in sede di conversione del decreto, che avverrà entro il tempo limite del 12 novembre, la tutela delle prerogative regionali previste dalla Costituzione italiana per via del totale esautoramento di ogni potere concorrente delle Regioni sacrificando gli artt. 117 e 118 della Costituzione, e in particolare, a chiedere la modifica degli artt. 37 e 38 e la loro riscrittura in coerenza con le previsioni costituzionali vigenti. 

Per ultimo, con gli attivisti regionali, stiamo organizzando una manifestazione a Termoli, il 9 novembre, per sensibilizzare la popolazione molisana sul tema, visto che il territorio molisano, basta vedere sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, è oggetto di diversi progetti e attività per l’estrazione di idrocarburi, in mare e in terraferma” 

Lo ’Sblocca Italia’, agli articoli 36, 37 e soprattutto 38 (’Semplificazione Idrocarburi’), riconosce interesse strategico e carattere di pubblica utilità e urgenza alle attività legate allo sfruttamento di gas e petrolio nei fondali marini. 

Per questo, abbiamo anche impegnato la Giunta regionale pugliese – ha aggiunto il presidente Introna – ad intervenire presso il governo nazionale, per modifiche del decreto legge ’coerenti con la tutela costituzionale della legislazione concorrente in materia energetica’’.

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La Sardegna guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

(da www.sardiniapost.it del 17 ottobre 2014)

Tutte le osservazioni e gli emendamenti che l’assessore dell’Ambiente Donatella Spano aveva già proposto sulle materie di rilevanza ambientale chiedendo l’abrogazione dell’intero art. 35 – relativo alla creazione della rete degli impianti di recupero di energia – e dell’art. 38 – riguardante le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi – sono state recepite dalla Conferenza delle Regioni e della Conferenza Stato-Regioni, che si è tenuta oggi a Roma per fare il punto sul cosiddetto “Sblocca Italia”.

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Donatella Spano

In particolare sul tema delle trivellazioni, il governo intende sottrarre alle regioni il diritto di decisione autonoma. 

Nel corso della Conferenza, l’assessore ha affermato che la Regione Sardegna è interessata a partecipare al Gruppo di Lavoro per la definizione dei costi standard dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale; mentre rispetto al documento sulla “Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici”, nell’evidenziare la rilevanza dell’argomento per le ricadute che gli eventi climatici determinano sull’intero territorio nazionale, Spano ha chiesto che sul documento venisse fatto un approfondimento in sede politica e che pertanto si rimandasse la discussione dell’argomento a una seduta successiva per dar modo alle regioni di esaminarlo attentamente, anche in vista dell’adozione di decisioni politiche adeguate in termini di adattamento e di mitigazione del rischio per il territorio italiano. 

In apertura dei lavori – spiega una nota della Regione – la Conferenza ha espresso il proprio parere sulla nuova proposta di legge di stabilità 2015, che il Governo sta predisponendo e rispetto alla quale tutte le regioni hanno assunto unanimemente una posizione critica per le pesanti ripercussioni che l’ulteriore taglio di risorse in essa previsto comporterebbe sui già ridotti bilanci regionali. (ANSA).

 

 

 

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