Grandi Navi: Brugnaro censura la mostra e il Tar querela Celentano

 

L’articolo di Ernesto Milanesi, pubblicato con questo titolo il 10 agosto 2015 su “Il Manifesto”, fa il punto sulle ultime vicende relative alle Grandi Navi.

 Immagine.Foto grande nave a S. Marco

Nella sere­nis­sima Mose Capi­tale (un miliardo di euro il valore del «sistema paral­lelo» alla più grande delle opere pub­bli­che) detta legge la rotta unica.

Il nuovo sin­daco di cen­tro­de­stra, di fatto, cen­sura il foto­re­por­ter di fama inter­na­zio­nale.

E il Tri­bu­nale ammi­ni­stra­tivo regio­nale que­rela per dif­fa­ma­zione il mol­leg­giato per anto­no­ma­sia.

Sono le Grandi Navi ad incar­nare sim­bo­li­ca­mente il mix di poli­tica & busi­ness, inte­ressi pri­vati e sus­si­dia­rietà nazio­nale, isti­tu­zioni e poteri.

Molto più del «cubo» dell’hotel Santa Chiara, fra piaz­zale Roma e il ponte di Cala­trava, che per altro dovrebbe scan­da­liz­zare le anime belle almeno quanto altri «buchi neri» al Lido o le ope­ra­zioni immo­bi­liari acca­de­mi­che. (vedi http://www.vasonlus.it/?p=18079)

Così Adriano Celen­tano è chia­mato a rispon­dere di dif­fa­ma­zione, dopo la que­rela del giu­dice Roberto Vitanza che così spiega le ragioni dell’offesa canora al Tar: «Non cor­ri­sponde al vero che esi­ste un decreto che vie­tava il tran­sito alle navi, ma il decreto al quale si faceva rife­ri­mento era solo un’ipotesi subor­di­nata alla pre­ven­tiva indi­vi­dua­zione delle vie alter­na­tive per l’approdo delle navi a Vene­zia.

Invece nell’articolo si attri­bui­sce al Tar del Veneto la diretta respon­sa­bi­lità per non aver impe­dito pas­saggi marit­timi alle grandi navi».

Celen­tano dalle colonne del Fatto aveva defi­nito «mise­ra­bile» il tri­bu­nale ammi­ni­stra­tivo, «il nemico più feroce di Vene­zia che in modo ottuso e spre­giu­di­cato ha dato torto ai tanti oppo­si­tori dello scem­pio vene­ziano» per­ché ha can­cel­lato il decreto con cui si stop­pava il tran­sito delle città gal­leg­gianti oltre le 40 mila ton­nel­late in bacino San Marco.

Celen­tano, per altro, aveva pun­tato l’indice anche con­tro Cor­rado Clini e Cor­rado Pas­sera: «Ave­vano sta­bi­lito il limite: pro­ba­bil­mente pen­sa­vano che Vene­zia va rovi­nata un po’ per volta».

Non aveva rispar­miato nem­meno il for­zi­sta Renato Bru­netta e Ales­san­dra Mus­so­lini: «Nemici al 100% per­ché dicono che le navi danno lavoro a 100 mila per­sone».

Ma ora è scat­tata la que­rela: per il giu­dice Vitanza, «Celen­tano ha alte­rato la noti­zia e ha rap­pre­sen­tato nell’opinione pub­blica l’esercizio, da parte del giu­dice ammi­ni­stra­tivo, di una distorta e ine­si­stente pote­stà tale da aver con­sen­tito il pas­sag­gio delle grandi navi».

Non basta.

Luigi Bru­gnaro, sin­daco da giu­gno, ha mosso guerra alle imma­gini di Gianni Berengo Gar­din che ritrag­gono i «Mostri di Vene­zia»: foto che par­lano da sole con l’inimitabile tocco di mae­stria del foto­re­por­ter.

Una mostra già pre­vi­sta a palazzo Ducale dal 19 set­tem­bre.

Così non va bene: il sin­daco ha «invi­tato» la Fon­da­zione musei vivici vene­ziani a cor­re­dare le foto con i pro­getti agli atti che deviano le Grandi Navi fuori dal cuore del cuore della città. (vedi http://www.vasonlus.it/?p=18129)

In par­ti­co­lare, con le tavole del «Tresse est» ovvero la solu­zione che sin­to­nizza Comune e Porto (cioè cen­tro­de­stra e Paolo Costa del Pd) sullo scavo del Canale Vit­to­rio Ema­nuele. (vedi http://www.vasonlus.it/?p=17756)

È la svolta dell’estate: si tratta di un aggiu­sta­mento dell’originale can­tiere (pro­get­tato con il solito «giro» di imprese del Con­sor­zio Vene­zia Nuova) nel canale Contorta-Sant’Angelo, che pende sem­pre nella com­mis­sione Via del mini­stero dell’ambiente.

Insomma, una forma di occul­ta­mento paral­lelo della forza delle imma­gini già espo­ste dal Fai nella cor­nice di Villa Nec­chi Cam­pi­glio a Milano.

Berengo Gar­din replica così: «Se vogliono mostrare le tavole del nuovo canale fac­ciano pure: ma sepa­rate.

Quello è un pro­getto tec­nico, il mio è un rac­conto foto­gra­fico».

Una bella rogna per Roberto Koch dell’agenzia Con­tra­sto, cura­tore di «Mostri di Vene­zia», alle prese con la cor­ri­spon­denza uffi­ciale degli uffici di Ca’ Far­setti che sono stati mobi­li­tati dal sin­daco Bru­gnaro.

A Vene­zia, comun­que, il Comi­tato No Grandi Navi non molla.

Il 9 mag­gio erano migliaia in cor­teo da campo Santa Mar­ghe­rita a rin­no­vare la totale incom­pa­ti­bi­lità dei super-bisonti del mare con i deli­cati equi­li­bri della laguna.

E a set­tem­bre 2013 gli atti­vi­sti si erano addi­rit­tura tuf­fati nel canale della Giu­decca, cir­con­dati dalle imbar­ca­zioni delle forze dell’ordine e «sor­ve­gliati» da un eli­cot­tero.

Nella città-vetrina, un’alternativa che non si arrende.

Tanto più davanti al doge Gigi…

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