Mercoledì 7 ottobre alle ore 16 in via Verdi (palazzo del Consiglio comunale), prima riunione della Costituente per Bagnoli

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Come indichiamo nella bozza di appello che discuteremo nel corso dell’incontro (la trovate in allegato insieme ad altri materiali documentali), ‘di fronte all’accelerazione impressa dal Governo – nomina del Commissario, individuazione del Soggetto attuatore -, l’azione di contrasto svolta finora non basta ……. occorre l’insurrezione organizzata della città, la mobilitazione delle sue energie più vive. Al progetto autoritario e speculativo del Governo …… va contrapposto un progetto urbanistico e sociale autenticamente democratico, fondato sulla riqualificazione ambientale come presupposto dello sviluppo economico e civile.  

Un progetto da costruire attraverso il dialogo, mettendo in moto le tante energie e competenze di questa città …….. Uno spazio dove semplici cittadini, tecnici, intellettuali, studenti, istituzioni, associazioni, forze politiche e sindacali, soggetti imprenditoriali, possano fare un punto documentato sullo stato della riqualificazione di Bagnoli; possano approfondire le conseguenze perniciose che avrà il commissariamento governativo e quali iniziative è possibile mettere in atto per opporvisi; possano discutere sulle vere prospettive di rilancio dell’area, intorno a quale idea di città, fondandosi su quali risorse politiche, economiche e sociali; possano contrapporre ai diktat della burocratica cabina di regia partorita dal governo Renzi le iniziative di lotta e le proposte di sviluppo prodotte da una libera agorà cittadina che prende in mano i suoi destini.

Questa proposta viene avanzata dalle esperienze di base che da vent’anni lottano per la riqualificazione non speculativa di Bagnoli, dalla mobilitazione di movimenti ed istituzioni locali contro lo SbloccaItalia.  

Non sollecitiamo una generica solidarietà, quello che proponiamo è ‘un  percorso di lavoro a cui aderire e nel quale impegnarsi’.

Un percorso aperto incentrato su alcune discriminanti irrinunciabili: la bonifica integrale delle aree inquinate; la realizzazione del parco verde e della grande spiaggia da Nisida a La Pietra; il coinvolgimento reale dei cittadini; lo sviluppo di attività produttive compatibili.

Per discutere di tutto questo e soprattutto per confrontarci su come organizzare e portare avanti la Costituente per Bagnoli, promuoviamo questo primo incontro il 7 ottobre al quale chiediamo non solo di partecipare ma di contribuire con analisi e proposte.

Asssise Cittadina per Bagnoli  

bozza di appello

Costruiamo una costituente cittadina per una Bagnoli verde, popolare, produttiva

 

1 – Il commissariamento urbanistico di Bagnoli operato dall’articolo 33 dello Sblocca Italia sta entrando nella sua fase attuativa, con la nomina del Soggetto Attuatore e del Commissario di Governo. Questo provvedimento consegna le ex aree industriali nelle mani della grande proprietà immobiliare, delle banche e dei costruttori, facendo scrivere a loro stessi un nuovo piano per la bonifica e la riqualificazione urbana. Il grande parco verde e la spiaggia pubblica previsti dagli attuali strumenti urbanistici cederanno così il passo ad una colata di cemento che seppellirà l’ultimo litorale libero della città sotto una distesa di alberghi, porti, centri commerciali e case di lusso. Tutto questo è evidente nelle bozze dello SbloccaItalia, i cui fini concreti sono stati prudentemente celati nella sua versione definitiva, ed è implicito nei soggetti che gestiranno l’operazione, tra cui campeggiano gli stessi inquinatori dell’area: a partire dalla finanziaria statale Invitalia, legata a quella Fintecna che è padrona dei suoli ex Italsider-Eternit, per finire con Caltagirone, proprietario dell’area Cementir. A questa sinistra congrega, capitanata da un commissario-capobastone governativo e forse integrata da qualche finanziere d’assalto, si affida il destino di un’area strategica per la città. Il tutto senza proporre alcuna analisi o bilancio critico del fallimento pregresso, senza programmare nessuna risorsa per completare la bonifica dell’area a terra e realizzare quella dei fondali marini antistanti. Lo scopo non è infatti di dare nuovo impulso alla riqualificazione di questo territorio ma semplicemente di consegnarlo alla speculazione finanziaria. Questo disegno va bloccato.

2 – Lo Sblocca Italia evidenzia la volontà del Governo di usare un rinnovato centralismo statale, anche a costo di calpestare la Costituzione, per rendere il territorio sempre più flessibile e garantire ai grandi capitalisti i profitti e le rendite minacciate dalla crisi. Si devastano ambienti ed economie locali con trivelle e gasdotti per sfruttare miopemente risorse energetiche che dovrebbero fungere unicamente da riserva strategica. Si sottomettono le Soprintendenze, gli enti locali ed i cittadini per imporre con modi spicci ai territori la realizzazione di impianti ed opere infrastrutturali spesso inutili o dannose. Si trasferiscono alla speculazione privata e statale vasti pezzi di ricchezza collettiva, risorse finanziarie, immobili demaniali, servizi pubblici ed intere aree urbane, come quelle di Bagnoli. 

3- Più in generale, sono le politiche che l’esecutivo Renzi ha varato nel suo anno e mezzo di vita a costituire un grave attacco alla democrazia, ai diritti sociali, all’ambiente. Provvedimenti come il Jobs Act, la Buona Scuola o lo Sblocca Italia, procedendo nel solco dei governi precedenti, stanno ulteriormente smantellando le garanzie per i lavoratori ed i beni pubblici, al fine di imporre gli interessi dei poteri economici. Una classe dirigente povera di etica ed idee, allineata ai diktat della burocrazia politica e finanziaria europea, millanta per modernizzazione una gestione autoritaria della crisi che devasta il paese e la vita delle persone; spaccia l’autoritarismo per capacità decisionale, la propaganda per informazione, l’indottrinamento per istruzione, l’asservimento dei lavoratori per flessibilità, i tagli ai servizi pubblici per razionalizzazione, la compromissione del territorio per valorizzazione. 

4 – In questo contesto, il commissariamento urbanistico che lo SbloccaItalia ha imposto su Bagnoli assume un significato, pratico e simbolico, che travalica il mero ambito locale. Sia perché è un modello immediatamente applicabile ad altre aree del paese, sia perché incarna esemplarmente la logica e i fini delle politiche governative. Renzi ha deciso di intervenire su Bagnoli con tanto clamore perchè punta a dimostrare le virtù taumaturgiche della sua azione di governo nella più grande città del Mezzogiorno. Sconfiggere il Governo su Bagnoli significa rimettere concretamente in discussione le sue politiche e la sua stessa stabilità. Il processo di aggregazione che può attivarsi intorno alla difesa di Bagnoli, al modo di ripensare lo sviluppo territoriale, l’uso delle risorse ambientali, la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, ha un’importanza politica che oltrepassa Napoli. La lotta per Bagnoli ha bisogno di vivere nella collaborazione con altri territori, instaurando con essi un reciproco sostegno e contribuendo a cambiare il quadro politico nazionale.

5 – Contro l’articolo 33 si sono mossi i movimenti cittadini, si è schierata l’amministrazione comunale, inserendo la difesa di Bagnoli nella necessaria promozione di un movimento nazionale contro lo SbloccaItalia e le politiche del governo Renzi. Grandi manifestazioni, come quella del 7 novembre 2014 attaccata dalla polizia davanti a Città della Scienza, assemblee popolari ed altre iniziative politiche. E’ anche grazie a questa decisa opposizione che l’attuazione dell’articolo 33 è stata bloccata per un anno 

6- Ma di fronte all’accelerazione impressa dal Governo, l’azione di contrasto svolta finora non basta. Per fermare questa manovra nefasta, per affermare un’idea altra su Bagnoli, e non solo su Bagnoli, occorre l’insurrezione organizzata della città, la mobilitazione delle sue energie più vive. Al progetto autoritario e speculativo del Governo, pensato da pochi nell’interesse di pochi, va contrapposto un progetto urbanistico e sociale autenticamente democratico, fondato sulla riqualificazione ambientale come presupposto dello sviluppo economico e civile. Un progetto da costruire attraverso il dialogo, mettendo in moto le tante energie e competenze di questa città, troppo spesso mortificate dall’assenza di occasioni per contribuire al suo sviluppo civile, dalla mancanza di luoghi dove idee ed esperienze si possano incrociare e trasformarsi in azioni e politiche con cui cambiare la realtà. Uno spazio dove semplici cittadini, tecnici, intellettuali, studenti, istituzioni, associazioni, forze politiche e sindacali, soggetti imprenditoriali, possano fare un punto documentato sullo stato della riqualificazione di Bagnoli; possano approfondire le conseguenze perniciose che avrà il commissariamento governativo e quali iniziative è possibile mettere in atto per opporvisi; possano discutere sulle vere prospettive di rilancio dell’area, intorno a quale idea di città, fondandosi su quali risorse politiche, economiche e sociali; possano contrapporre ai diktat della burocratica cabina di regia partorita dal governo Renzi le iniziative di lotta e le proposte di sviluppo prodotte da una libera agorà cittadina che prende in mano i suoi destini. 

7- Questa proposta non parte dal vuoto. Nasce dalle esperienze di base che da vent’anni lottano per la riqualificazione non speculativa di Bagnoli, dalla mobilitazione di movimenti ed istituzioni locali contro lo SbloccaItalia. Questi soggetti non propongono alla città un appello da sottoscrivere ma un un percorso di lavoro a cui aderire e nel quale impegnarsi. Un percorso aperto a verifiche ed arricchimenti ma imperniato su alcune discriminanti irrinunciabili: la bonifica integrale delle aree inquinate, a terra come a mare, i cui costi vanno attribuiti ai soggetti inquinatori; la realizzazione dei duecento ettari di aree a verde e della grande spiaggia da Nisida a La Pietra, previsti dalla Variante al PRG per l’area occidentale, la cui proprietà e gestione vanno mantenuti in mano pubblica; il coinvolgimento reale dei cittadini nel processo decisionale ed attuativo; lo sviluppo di attività produttive compatibili che restituiscano lavoro e qualità urbana all’area. Porre la propria adesione sotto la sigla unitaria che chiude questo testo significa condividere questo programma. 

 

 

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