Emiliano, referendum sulle trivelle è una pagina di democrazia

 

Emiliano e referendum

Non si deve trasformare questa pagina di democrazia in una contesa personale, al solo scopo di evitare di entrare nel merito della questione“.

È un passaggio del post con cui il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, questa mattina su Facebook dà il “buongiorno all’Italia che partecipa e che non smette di informarsi, esprimersi liberamente, di battersi per il bene comune“.

Emiliano non cita il premier e segretario del Pd, Matteo Renzi.

Ma è stato quest’ultimo stanotte, nel corso di una conferenza stampa al termine del referendum sulle trivelle, ad affermare che alcuni presidenti di Regione hanno sostenuto la consultazione popolare per motivi personali.

Lo stesso Emiliano, nei commenti immediatamente successivi, ha detto che Renzi aveva dedicato a lui quasi tutta la conferenza stampa.

Più di 15 milioni di persone, con il loro voto al Referendum – precisa Emiliano su Fb – hanno dato un indirizzo chiaro sulle politiche energetiche e industriali e,soprattutto, hanno detto che il mare va rispettato“.

Il numero dei votanti – rileva Emiliano – è stato altissimo se paragonato ai risultati delle elezioni amministrative o europee. Chi governa deve sempre ascoltare quella voce che arriva dai cittadini e dalle cittadine“.

Ci sono scelte impattanti sull’ambiente, sul mare, sull’interesse pubblico – prosegue Emiliano – che vanno prese sulla base di un preciso indirizzo popolare o di un programma condiviso dagli elettori“.

Un indirizzo – conclude – che finalmente ieri è arrivato e che va rispettato“.

Per il presidente della Regione Puglia “c’è un difetto di democrazia” nel fatto che la “legge per le trivelle” sia stata fatta con una maggioranza eletta da meno persone di quelle che ieri “sono andate per abrogare parte della legge“.

Su Facebook Emiliano scrive che “alle Politiche del 2013 la coalizione di centrosinistra ha totalizzato 10.047.808 voti mentre il PD ha ottenuto 8.644.523 voti validi. Di fatto il PD attualmente governa con questi voti. Con questi voti il governo ed il parlamento hanno fatto la legge per le trivelle“.

Domenica – aggiunge – siamo andati a votare per abrogare parte della legge e 13.334.764 di persone hanno votato per l’abrogazione. Di fatto però resta la legge così come voluta dal Parlamento“.

Emiliano conclude scrivendo: “Premesso che è tutto legittimo: non vi pare ci sia un difetto di democrazia? Qualcosa non va, e non mi pare che la riforma costituzionale corregga questo piccolo difetto“.

 

(ANSA del 18 aprile 2016, ore 18:56)

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