In legno e alimentata dall’energia solare, ecco la casa ecosostenibile progettata a Yale

 

PUÒ ospitare fino a 4 persone pur essendo grande appena 22 metri quadri.

È interamente alimentata con energie rinnovabili, ha il tetto in vetro e le pareti in legno, sul muro esterno permette ai suoi inquilini di coltivare ortaggi e odori da cucina.

È la casetta ecosostenibile – Ecological Living Module – progettata e realizzata dalla scuola di architettura dell’università di Yale, in collaborazione con le Nazioni Unite.

La struttura è stata esposta quest’estate a New York, all’esterno della sede Onu.

Abbiamo chiaramente bisogno di più case, ma soprattutto di case che più intelligenti – spiega Erik Solheim, responsabile di Un Environment, il programma delle Nazioni Unite dedicato all’ambiente – Il settore dell’edilizia abitativa sfrutta il 40 per cento delle risorse totali del pianeta e rappresenta più di un terzo delle emissioni di gas serra“.

Realizzata con moduli indipendenti, la casa ecosostenibile comprende un generatore di energia solare che usa meno dell’1 per cento di materiali semiconduttori tossici, un sistema di raccolta dell’acqua, uno strumento di purificazione dell’aria che sfrutta le piante e una serie di componenti flessibili e adattabili per vivere e lavorare.

La casa “campione” allestita davanti al palazzo dell’Onu è progettata per adattarsi al contesto e al clima locale di New York.

Strutture simili – compresa quella che sarà installata in Kenya, sede del programma Un Environment – saranno invece concepite per adeguarsi alle condizioni climatiche e culturali del paese africano.

L’architettura deve indirizzare la sfida abitativa globale integrando in modo critico i progressi tecnici e scientifici nel campo dell’energia, dell’acqua e dei materiali, restando sensibili alle aspirazioni culturali ed estetiche delle diverse regioni” commenta in una nota Deborah Berke, preside della Scuola di architettura di Yale.

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 29 agosto 2018 sul sito online del quotidiano “la Repubblica”)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Vas