Emergenza Covid-19, spiagge ed esigenze di tutela dell’avifauna nidificante

 

Mentre ferve la discussione intorno alla stagione balneare nelle spiagge in concessione e libere, interviene l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)  evidenziando che «la maggiore disponibilità di spiagge non disturbate, necessarie alla riproduzione di uccelli che di solito sono fortemente esposti a pressioni e minacce di origine antropica, è stata una delle conseguenze delle limitazioni a spostamenti e attività imposte dai decreti emergenziali Covid-19.

Nel caso di Beccaccia di mare Haematopus ostralegus, Fratino Charadrius alexandrinus e di altre specie ornitiche, i divieti stanno determinando una diversa distribuzione delle popolazioni sul territorio, che indebolisce l’efficacia del potere attrattivo esercitato in circostanze normali dal sistema di aree protette, aumentando gli eventi di nidificazione in spiagge normalmente non utilizzate a causa del disturbo causato dall’uomo».

L’Ispra fa notare un pericolo: «La presenza di numeri anomali di coppie nidificanti in aree non soggette a formale tutela potrebbe determinare gravi conseguenze sul successo riproduttivo in tutti i casi di insediamento avvenuti in condizioni inconsuete durante il periodo di lockdown.

Ciò appare un concreto rischio soprattutto nel caso in cui la ripresa delle attività umane, con il conseguentemente aumento del disturbo negli ambienti costieri, avvenga in maniera troppo repentina o senza una forma di attento monitoraggio.

Diverse Associazioni ambientaliste hanno segnalato l’esigenza di mettere in atto interventi urgenti e coordinati per la tutela dell’avifauna nidificante lungo le spiagge italiane, onde scongiurare quest’ultimo rischio».

Ispra condivide queste preoccupazioni e «ritiene importante sottolineare alle Amministrazioni e agli Enti competenti che le minacce rappresentate dalla ripresa dei lavori di pulizia e manutenzione degli arenili, e più in generale dalla ripresa della frequentazione delle spiagge, rappresentano rischi oggettivi per la conservazione di queste specie, laddove si verifichi il loro reale insediamento.

Per tale ragione, si ritiene della massima urgenza affiancare alle attività di pulizia delle spiagge un monitoraggio delle nidificazioni in atto, e una forma di interazione diretta tra i rilevatori e le Amministrazioni/Ditte impegnate nei lavori».

A breve Ispra rilascerà un «protocollo operativo di monitoraggio delle nidificazioni, funzionale all’attivazione di un sistema di allerta e risposta per la tutela dell’avifauna costiera», che sarà reso disponibile sulla pagina internet dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 28 aprile 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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