Roma e la maledizione bike sharing: le bici di Uber Jump sono diventate introvabili. Ecco perché

 

A Roma la presenza dei monopattini elettrici è facilmente riscontrabile.

La fine della fase 2 del nuovo Coronavirus ha infatti coinciso con l’approdo, nella capitale, di aziende come Helbiz, Bird, Lime e Dott. Insieme le quattro società, hanno portato nell’Urbe 4mila monopattini.

Lo sharing elettrico

L’arrivo dei nuovi operatori, nelle strade del Centro storico, ha soddisfatto una domanda crescente di mobilità elettrica.

Anche perché, nel frattempo, il mercato ha iniziato a perdere un altro operatore.

Sono tanti i romani che, soprattutto nelle ultime settimane, si stanno ponendo una domanda.

Che fine hanno fatto le bici elettriche Jump?”.

La questione non è peregrina.

Il servizio

Il servizio Jump Uber era stato lanciato ad ottobre del 2019 e, al massimo della sua espansione, ha portato nelle strade della capitale 2800 bici elettriche.

Con 50 centesimi, quindi pagando la metà rispetto agli attuali operatori dei monopattini, si poteva sbloccare il mezzo e, grazie ad una tariffa di 20 centesimi al minuto, rendevano estremamente conveniente la modalità condivisa.

L’apprezzamento dei romani

Roma, tra le città in cui Uber aveva lanciato il proprio servizio, è stata la prima a traguardare la soglia dei 100mila chilometri.

Un dato che testimonia il grado di apprezzamento degli utenti che vivono o lavorano nella Capitale.

Nel corso delle ultime settimane però, le biciclette in circolazione, sono drasticamente diminuite.

Durante il lockdown il servizio è rimasto attivo, garantendo ai cittadini della Capitale circa 600 mezzi ad un prezzo simbolico: fino al 3 aprile per i primi 30 minuti di pedalata, la tariffa è rimasta bloccata ad un euro.

Accordi internazionali

Nelle ultime settimane però lo scenario è cambiato.

A maggio Lime, l’azienda californiana presente a Roma con i suoi monopattini elettrici, ha beneficiato di un investimento di 170 milioni di euro, in buona parte ricevuti da Uber.

Quest’operazione, negli Stati Uniti, ha aperto la porta all’acquisizione del servizio “Jump” da parte della stessa Lime.

Un processo avviato anche in Europa.

Le bici nei magazzini

Al riguardo l’azienda ha fatto sapere a Romatoday che “come annunciato il mese scorso, Lime ha acquisito le operazioni commerciali e l’hardware di JUMP.

Sebbene l’accordo non sia ancora concluso in Europa– ha reso noto Uber – abbiamo spostato la maggior parte delle biciclette nei nostri magazzini in preparazione della consegna delle operazioni a Lime”.

Il risultato è che oggi, come molti utenti stanno facendo notare, le bici rosse presenti nella Capitale, sono drasticamente diminuite rispetto a quelle disponibili prima del Coronavirus.

Solo che, questa volta, il Covid non ha alcuna responsabilità. 

(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con  questo titolo il 9 giugno 2020 sul sito online “Roma Today”)

 

 

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