Fermiamo il nuovo “sbrego” nella Laguna Veneta: no al Canale Contorta – S. Angelo per le “grandi navi”!

Articolo pubblicato con questo titolo il 23 settembre 2014 sul sito http://gruppodinterventogiuridicoweb.com (http://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/09/23/fermiamo-il-nuovo-sbrego-nella-laguna-veneta-no-al-canale-contorta-s-angelo-per-le-grandi-navi/#more-11030).

 Immagine.Gruppo Intervento Giuridico

 

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (23 settembre 2014) un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) in forma semplificata  (artt. 165 e 183 del decreto legislativo n. 163/2006 e s.m.i., codice degli appalti pubblici) del progetto preliminare “Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo”, proponente l’Autorità Portuale di Venezia (progetto preliminare approvato con decreto n. 1697 del 12 agosto 2014). 

Il progetto prevede l’adeguamento del canale navigabile Contorta – S. Angelo e la riqualificazione delle aree limitrofe al canale. Il canale collegherà il canale Malamocco – Marghera con la Stazione Marittima di Venezia, e avrà una lunghezza pari a circa 5 km., una cunetta navigabile della larghezza di 100 m, scarpate 1:3 e una profondità di m -10,50 s.l.m.m. 

L’atto di intervento “con osservazioni” è stato inoltrato al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, nonché – per le opportune iniziative – al Ministero per i Beni e Attività Culturali (organi centrali e periferici), alla Commissione europea, alla Regione Veneto, al Comune di Venezia, al Magistrato delle Acque, alla Capitaneria di Porto di Venezia, all’Autorità portuale di Venezia e, per informazione preventiva, alle Procure della Repubblica di Roma e di Venezia. 

Piuttosto forti le argomentazioni contrarie alla possibilità di svolgimento della procedura di V.I.A. semplificata prevista unicamente per gli interventi rientranti nelle ipotesi della c.d. Legge Obiettivo (legge n. 443/2001 e atti attuativi): nonostante le assicurazioni dell’Autorità portuale di Venezia (soggetto proponente), il Canale Contorta – S. Angelo e opere connesse non rientra fra quelle individuate ai fini della Legge Obiettivo, come chiarito nel verbale (pagine 19 e 22) della Conferenza unificata Stato – Regioni del 16 aprile 2014

Non solo. 

La Commissione Tecnica di verifica dell’impatto –  VIA e VAS si è già espressa (nota prot. n. CTVA – 2013 – 3391 del 27 settembre 2013) in merito al progetto preliminare “Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo” con un parere fortemente critico per i significativi impatti ambientali sull’intero ecosistema lagunare in fase di cantiere e in fase di esercizioe per i lunghi tempi di realizzazione (quattro anni), non ritenendolo rispondente alle prescrizioni e obiettivi del D.M. 2 marzo 2012, il provvedimento che vieta il transito delle “grandi navi” nel Canale di San Marco e nella Giudecca a partire, però, dall’individuazione di una via alternativa che persegua “il massimo livello di tutela dell’ambiente lagunare” (art. 3).

Insieme al Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ritiene scorretta e illegittima la procedura avviata dal Governo e dalla Direzione Marittima di Venezia dopo la riunione del 5 novembre 2013 sul crocerismo a Venezia che mira a sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il solo progetto dello scavo del Canale Contorta – Sant’Angelo.

 Immagine.No grandi navi.1

Si dovrebbe, infatti, preliminarmente procedere al confronto in sede di procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.)  di “tutti” gli scenari possibili, quelli oggi sul tappeto e quelli comunque ipotizzabili per risolvere il problema del crocerismo, quali le proposte di attracchi nelle bocche di porto esternamente alle barriere del Mose oppure off shore e senza escludere anche la cosiddetta “opzione zero”

Appaiono comunque inaccettabili tutti gli scenari che prevedono il mantenimento delle grandi navi all’interno della Laguna (Contorta, Marghera, retro Giudecca): a causa delle obiettive criticità connesse al modello oggi imperante (rischio di incidenti, inquinamento, erosione dei fondali, vibrazioni, rumori, stress turistico) una V.A.S. condotta correttamente non potrà che concludersi con l’estromissione delle navi incompatibili dalla Laguna. 

Una scelta, questa, la sola coerente col Piano di assetto del Territorio approvato dal Comune di Venezia e l’unica in grado di salvare davvero la Marittima, la portualità veneziana e il lavoro che gigantismo navale, crescita dei livelli marini e Mose alle bocche di Porto metteranno nel prossimo futuro in crisi. 

Sono gioielli unici Venezia e nella Laguna Veneta e necessitano di una cura straordinaria, non di fretta e pressapochismo in nome dei soliti lucrosi interessi particolari. 

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

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