Rimosso dall’incarico il missionario fondamentalista che doveva amministrare gli indios incontattati

 

A febbraio, tra le proteste delle associazioni indigene, ambientaliste e di Survival International, Lopes Dias, missionario evangelico ed ex membro di New Tribes Mission/Ethnos360, un’organizzazione fondamentalista evangelica, era stato nominato dal governo del presidente neofascista del Brasile Jair Bolsonaro  Coordenador Geral de Índios Isolados e de Recente Contato (CGIIRC), cioè della branca della Fundação Nacional do Índio (FUNAI) che ha il delicatissimo compito di occuparsi degli indios incontattati, in isolamento volontario o di recente contatto.

Oggi Survival annuncia  che un giudice ha appena ordinato la rimozione del controverso missionario dalla sua alta carica governativa e diche che questo «infligge un duro colpo al presidente del Brasile Bolsonaro».

Sarah Shenker, responsabile della campagna per i popoli incontattati di Survival International, aveva detto che nominare Dias a quella carica era come «mettere la volpe a guardia del pollaio».

L’associazione che difende i popoli indigeni ricorda che «sotto il presidente Bolsonaro, che gode del grande sostegno degli evangelici e sta spingendo per l’apertura delle terre indigene allo sfruttamento commerciale mediante decreti legislativi, i missionari evangelici hanno intensificato i loro sforzi per riuscire a raggiungere le tribù incontattate».

Ora la clamorosa sentenza del giudice Antonio Souza Prudente del Tribunal Regional Federal da 1ª Região  decreta che la nomina di Lopes Dias era illegale e lo ha rimosso dall’incarico con effetto immediato perché «la nomina costituiva un chiaro conflitto di interessi» e «una grande minaccia per la politica che esclude il contatto forzato con i popoli indigeni incontattati… e per il principio di autodeterminazione».

L’ufficio della procura che aveva aperto il caso ha dichiarato: «Abbiamo avuto accesso a documenti firmati dalle organizzazioni missionarie internazionali a cui Ricardo Lopes Dias è collegato, che dimostrano il coinvolgimento di New Tribes Missione Brasile – di cui Lopes ha fatto parte per dieci anni – in un piano per forzare il contatto con le tribù incontattate ed evangelizzarle».

Soddisfatto Beto Marubo, uno dei leader comunitari dell’ União dos Povos Indígenas do Vale do Javari (UNIVAJA): «I popoli indigeni della valle di Javari sapevano che mettere un missionario al comando dell’unità per gli Indiani incontattati era pericoloso, e spero che questa decisione non possa essere contestata in appello».

La Shenker conclude: «E’ una grande vittoria per la campagna in difesa delle terre delle tribù incontattate.

La nomina di Lopes Dias equivaleva a una vera e propria dichiarazione di guerra contro il loro diritto alla protezione dei loro territori e al loro diritto di rimanere isolati se così vogliono.

Era una parte fondamentale dell’esplicita politica di Bolsonaro che mira a distruggere i popoli indigeni del Paese, a smantellare le squadre che proteggono i loro territori e svendere le loro terre a taglialegna, minatori e allevatori.

Le tribù incontattate oggi proteggono vaste aree di foresta ricche di risorse e biodiversità.

Sotto Lopes Dias, rischiavano di essere competamente aperte prima ai missionari evangelici e poi agli affaristi.

Avremmo probabilmente assistito allo sterminio di intere tribù.

Oggi abbiamo un barlume di speranza che non accada.

La campagna lanciata per rimuovere Lopes Dias ha segnato una straordinaria vittoria.

Le organizzazioni indigene del Brasile hanno guidato l’attacco, Survival International ha portato la campagna in tutto il mondo, ha fatto pressioni sulle autorità per mesi, ha inondato i social di messaggi e di video, e ha fatto arrivare al governo oltre 10.000 e-mail di protesta tramite i suoi sostenitori.

Speriamo che Bolsonaro finalmente capisca che, se persevererà nel suo programma genocida, si dovrà confrontare con la resistenza ad ogni suo passo».

(Comunicato pubblicato con questo titolo il 22 maggio 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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