Grandi navi: stop a San Marco, via libera al canale di Contorta

Su questo stesso sito il 12 maggio 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Grandi navi, Contorta bocciato dalla “Via” e scoppia la polemica”, che dava la notizia della bocciatura del progetto del Canale Contorta da parte della commissione VIA del Ministero per l’Ambiente, espressa fin dal 27 settembre 2013, ma resa nota solo in quel momento (http://vasonlus.it/?p=5117).

Il successivo 24 maggio 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Grandi navi a Venezia: progetto del Canale Contorta – Sant’Angelo presentato dalla Capitaneria di Porto”, che ha descritto il progetto e riportava il parere contrario espresso in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) (http://vasonlus.it/?p=5263#more-5263).

Pubblichiamo di seguito l’articolo di Alberto Vitucci pubblicato con questo titolo l’8 agosto 2014 sul quotidiano “La Nuova Venezia”.

Immagine.Alberto Vitucci

Alberto Vitucci

VENEZIA. Fuori le grandi navi da più di 40mila tonnellate dal bacino di San Marco, sì alla valutazione di impatto ambientale per lo scavo del canale di Contorta, la nuova “strada” che i colossi da crociera dovranno seguire per arrivare alla stazione marittima. 

Lo ha deciso la riunione del governo allargata ai rappresentanti delle istituzioni regionali e locali di Venezia. 

Ne dà notizia Zaia con un tweet. 

Immagine.Twetter di Zaia

Il Porto festeggia, e così la crocieristica. 

Ma i comitati gridano al “blitz di agosto”. 

«Non accetteremo l’approvazione di nuove grandi opere distruttive come lo scavo del canale Contorta». 

Immagine.canale Controta

Dopo mesi di tira e molla il governo ha deciso. 

Oggi a mezzogiorno il sottosegretario del premier Renzi, Graziano Delrio, presiederà il suo secondo Comitatone dedicato alle grandi navi, prima volta senza il sindaco di Venezia. 

Blitz di agosto perché la convocazione è arrivata a sorpresa, a insaputa di molti. 

E della stessa sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Buitoni Borletti, da sempre molto ferma scontro le grandi navi in laguna, che non è stata nemmeno invitata. 

«Ci va il ministro, ma su questo tema non ci sono divisioni», assicurano al ministero.

Soddisfatto il Porto, che da mesi chiede una decisione che eviti l’esodo delle compagnie delle crociere a Trieste.

Cosa succederà oggi? 

Difficile che il governo possa forzare e mandare avanti una sola delle ipotesi alternative presentate (il Contorta).

Più probabile che si decida di sottoporre a Valutazione di Impatto ambientale il progetto dello scavo del nuovo canale voluto dal Porto, e con esso gli altri progetti sul tavolo.

Procedura che il Comune e il Senato, nell’ordine del giorno approvato in febbraio, aveva chiesto «autonoma e trasparente».

Probabile che il Comitatone autorizzi anche la prosecuzione del progetto off shore, grande opera da tre miliardi di euro voluta dal Porto per spostare in mare le grandi navi portacontainer e le petroliere.

E ascolti le istanze che vengono da tempo da Ca’ farsetti per ripianare il bilancio e cercare fondi per la manutenzione.

«Speriamo che si ponga fine a questo stato di incertezza per le imprese e i lavoratori», dice il presidente di Unindustria Matteo Zoppas, «e si tolgano i limiti al transito delle grandi navi».

Italia Nostra si dice pronta alla battaglia.

La riunione di oggi, voluta dal premier Renzi e convocata dal sottosegretario Delrio, si configura come una seduta del Comitatone.

La convocazione inviata ieri a tutti gli enti che ne fanno parte parla di «ex articolo 4 della legge 798 del 1984».

Dunque oggi a palazzo Chigi ci saranno il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e i suoi colleghi dell’Ambiente (Luca Galletti) e dei Beni culturali (Dario Franceschini), ma anche il presidente della Regione Luca Zaia e la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, i sindaci dei comuni di Mira, Cavallino, Chioggia e Jesolo. E per il Comune di Venezia, il commissario Vittorio Zappalorto e il diretteore generale Marco Agostini.

Ci saranno anche il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa e quello del Magistrato alle Acque Roberto Daniele.

Questione intricata, di cui si parla da almeno due anni e mezzo.

Dopo il disastro della Costa Concordia il decreto Clini-Passera (governo Monti) che prevedeva di allontanare dalla laguna le navi di stazza superiore alle 40 mila tonnellate.

Sospeso in attesa di “alternative”.

Le alternative non sono mai partite.

I progetti preliminari sono stati esaminati dalla commissione “Via” del ministero per l’Ambiente, che aveva espresso un parere negativo sul Contorta, positivo sul nuovo terminal passeggeri a San Nicolò.

Ma adesso i progetti sono stati modificati, e l’iter potrebbe ripartire.

«L’importante è che si decida, altrimenti le compagnie se ne vanno», ripete il presidente Costa.

Sul fatto che le grandi navi non debbano più passare davanti a San Marco sono d’accordo tutti.

Tanto che l’appello firmato da artisti e comitati privati di tutto il mondo e inviato a Renzi è stato condiviso dallo stesso Costa.

La scelta però adesso dovrà interessare le alternative.

Per salvare San Marco, dicono i comitati, non si può distruggere la laguna.

I progetti alternativi

Sette ipotesi sul tavolo, canali e terminal fuori della laguna

Lo scavo progettato dal Porto, nuova via d’acqua profonda dieci metri e larga 200, quattro chilometri di lunghezza e 170 milioni di spesa e la nuova stazione passeggeri a San Nicolò.

Riecco le grandi opere.

Sono sette le alternative presentate al governo per eliminare il passaggio delle grandi navi in Bacino San Marco e in Canale della Giudecca.

Tra queste, Porto e Magistrato alle Acque non hanno mai nascosto la loro preferenza per il canale Contorta, progettato dall’Autorità Portuale ancor prima della tragedia della Costa Concordia.

 Immagine.percorso alternativo

Significa lo scavo dell’attuale canale fino a una profondità di dieci metri, larghezza di quasi 200, lunghezza quattro chilometri.

Dovrebbe collegare il canale Vittorio Emanuele (dei Petroli) con la Stazione Marittima. Grande opera da 170 milioni di euro.

Secondo gli ambientalisti è «illegittima», perché va contro le disposizioni della Legge Speciale sulla tutela della laguna.

«Sarebbe un disastro come all’epoca lo è stato il canale dei Petroli», dicono.

Per il presidente del Porto Paolo Costa lo scavo rappresenta al contrario un’«opportunità ambientale», perché con i fanghi del Contorta si potrebbero costruire nuove barene in laguna centrale e fermare l’erosione.

Tesi contestata da Italia Nostra e dai comitati: «Si distrugge la laguna con l’ennesima grande opera».

Seconda ipotesi è quella dello scavo del canale Vittorio Emanuele II, utilizzato fino a pochi anni fa per far arrivare le navi commerciali a Marghera da San Marco (vedi http://vasonlus.it/?p=5345#more-5345 e http://vasonlus.it/?p=5361#more-5361).

Un’ipotesi elaborata dal Porto e inviata al ministero prevede una riduzione delle dimensioni del Contorta e lo studio del senso unico per fare entrare le grandi navi passeggeri dal Contorta e farle uscire dal Vittorio Emanuele.

 Immagine.canale Vittorio Emanuele III

Un compromesso a cui erano arrivati Porto e Comune poche ore prima della bufera dell’inchiesta Mose che aveva portato allo scioglimento di Ca’ Farsetti, ipotesi che rimetterebbe in gioco anche l’alternativa di Marghera che era stata proposta dal Comune, per le navi di grandi dimensioni.

Altro progetto alternativo, finanziato dalla Vtp (Venezia terminal passeggeri) e sponsorizzato dal sottosegretario Enrico Zanetti prevede lo scavo del canale Orfano dietro la Giudecca (vedi http://vasonlus.it/?p=5318#more-5318).

le grandi navi entrerebbero dal Lido e arriverebbero in Marittima passando per la nuova «tangenziale» retroGiudecca.

Immagine.alternative a San Marco

Per i comitati si tratta di una soluzione «peggiore del Contorta».

«Non si può pensare alla laguna come a un’autostrada», dicono.

Sul tavolo anche le alternative che prevedono di allontanare le grandi navi incompatibili dalla laguna per realizzare un nuovo terminal sugli alti fondali davanti all’isola artificiale del Mose a San Nicolò.

 Immagine.progetto Duferco-De Piccoli

Portano la firma di Cesare De Piccoli (vedi http://vasonlus.it/?p=5302#more-5302) e del gruppo genovese Duferco (vedi http://vasonlus.it/?p=5454#more-5454), poi di Stefano Boato (vedi http://vasonlus.it/?p=5388#more-5388) e di Luciano Claut, assessore grillino al comune di Mira (vedi http://vasonlus.it/?p=5427#more-5427).

 

 

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