Piazza Navona, stop a banchi Befana «Via gli ambulanti della porchetta»

Articolo di Lilli Garrone pubblicato il 6 dicembre 2014 su “roma.corriere.it”.

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Lilli Garrone

Niente calze della Befana, niente statuine del presepe, niente dolci o zucchero filato. 

Salta il tradizionale mercato della Befana a piazza Navona. 

Resistono solo la giostra gli spettacoli viaggianti. 

Oltre un solo banco di oggetti natalizi, «nuovo» della piazza. 

La grande manifestazione – molto amata dai romani – non si farà perché gli ambulanti non ci stanno a rispettare le regole del bando emesso dal I Municipio: per riportare ordine nella fiera, infatti, il numero dei banchi è stato ridotto a 72 (da 115) e c’è l’obbligo di vendere prodotti tradizionali, non cineserie o porchetta. 

Gli urtisti non ci stanno, ma i residenti del centro storico – che nel novembre 2012 avevano lanciato un appello al ministro dei Beni Culturali: «Salvi piazza Navona da porchetta e souvenir» – li attaccano: «Poco tempo per l’adeguamento al bando per il mercato tradizionale di piazza Navona? È tutta una montatura». 

«Basta proroghe, no al ricatto degli ambulanti»  

Secondo l’Associazione Abitanti Centro Storico (AACS) è finita l’epoca delle «proroghe che facevano felice chi ha continuato a snaturare le bancarelle della Befana».

E finalmente non si assisterà più all’invasione di camion con la porchetta o altre merci che nulla hanno a che vedere con la tradizione e il suo fascino. 

«In questo momento particolarmente delicato per chi amministra – scrive AACS – è un bene che la stessa presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi senta la necessità di valutare l’azione di chi grida al dolore di perdere la piazza, quale una azione di ricatto che non si ferma davanti ad organi superiori vedi lo stesso dettato della Soprintendenza». 

Perché piazza Navona è «piazza tra le più belle e famose al mondo per storia architettura e opere d’arte» e «sarà questa la bellezza che animerà le giornate natalizie e dell’Epifania». Un bene da conservare nella sua integrità, come «nei fatti un bene è il Centro Storico della Capitale patrimonio Unesco». 

Bando atteso da 12 anni e ricorso al Tar 

Il bando era atteso da almeno 12 anni. 

Adesso «l’unico colpo di scena possibile è l’ accettazione da parte del Tar del ricorso fatto dagli ambulanti dove chiedono l’annullamento del bando, delle graduatorie e la sua sospensione – afferma la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi -. Solo se il Tar accetterà la loro richiesta tutti potrebbero tornare sulla piazza, visto che i vincitori non hanno ritirato il titolo di concessione».

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Sabrina Alfonsi

«Mi auguro, però, che questo non avvenga e trovo scandaloso – aggiunge Alfonsi – l’atteggiamento di chi partecipa a un bando non dando la possibilità la possibilità di partecipare ad altri vista l’anzianità di tanti, distruggendo così posti di lavoro, una festa amata dai romani e ricattando l’amministrazione. Penso che i cittadini staranno con noi, anche se quest’anno non ci sarà la festa. E speriamo l’anno prossimo che ci sia permesso di aprire piazza Navona a nuovi operatori». 

La Sovrintendenza e i banchi ridotti del 38 per cento 

Riducendo il numero dei banchi del 38 per cento il Municipio del centro storico aveva anche osservato le precise regole della sovrintendenza che aveva dato indicazioni precise per salvaguardare la visibilità dei monumenti. 

E dalla presidente del I municipio con l’assessore al Commercio Jacopo Emiliani Piscitelli era stata cercata anche una mediazione con gli ambulanti: prevedeva di portare il numero dei banchi a 93, sempre, però, con la vendita di prodotti solo tradizionali. 

Tutto questo, però, non è stato possibile: i commercianti capitanati da Mario e Alfiero Tredicine volevano una proroga del vecchio bando.

 Immagine.Alfiero Tredicine

Alfiero Tredicine

Così il 4 dicembre hanno presentato un ricorso al Tar (60 le firme) , che dovrà adesso decidere se dar loro ragione, sospendendo il nuovo bando: se invece resterà in vigore, in questa prova di forza, piazza Navona quest’anno avrà solo la giostra con il carillon. 

Naim: era necessario ripristinare il decoro 

«Andava in ogni caso riportato il decoro sulla piazza – ricorda la civica Nathalie Naim – la riduzione dei banchi era necessaria per restituire un minimo decoro alla piazza. Meno male che grazie al bando abbiamo un nuovo operatore di articoli natalizi».

 Immagine.Nathalie Naim

Nathalie Naim

Ma per Franco Gioacchini, presidente dell’UPVAD [Unione Provinciale Venditori al Dettaglio, ndr.] Confcommercio, l’associazione degli ambulanti «la protesta è civile e legittima perché 50 operatori sono stati espulsi con un bando emanato due mesi prima del Natale. Tutto si può fare ma con i tempi tecnici necessari: non si può dire un mese prima “tu non operi”.

 Immagine.Franco Gioacchini

Franco Gioacchini

In momento di crisi non si possono prendere provvedimenti al centesimo di secondo quando l’amministrazione per altri è una lumaca. O tutti o nessuno». 

«Rivedere criteri di assegnazione degli spazi»

E gli abitanti, come detto, sono con il Municipio.

«La presa di posizione che ha portato alla rinuncia al mercato della Befana suona come un ricatto; qualcuno pensa di fare un ricatto alle istituzioni – nota Viviana Piccirilli di Capua dell’AACS.

Immagine.Viviana Piccirilli Di Capua

Viviana Piccirilli di Capua

Invece i dirigenti municipali devono continuare così: vanno rivisti i criteri di assegnazione dei posteggi, soprattutto in questo delicato momento in cui le regole e le norme devono essere fatte rispettare».

 

 

 

 

 

 

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