Partiti all’assalto. Il Nazareno del cemento minaccia la Toscana

 

Riportiamo il seguente articolo di Ferruccio Sansa pubblicato il 12 marzo 2015 su “Il Fatto Quotidiano”, perché fa il quadro della situazione riguardo al Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di piano paesaggistico della Regione Toscana, dando un giudizio che VAS condivide totalmente sugli emendamenti stravolgenti a cui si vorrebbe subordinare la sua approvazione.

Il Nazareno del cemento. 

Ora tocca alla Toscana affrontare l’assalto che Pd e Forza Italia stanno cercando di portare al paesaggio: dalla Lunigiana alla Garfagnana, da Lucca al Valdarno passando per la costa, le dune. 

Fino alle Apuane con le cave dove Michelangelo andava a cercare il marmo per i suoi capolavori. Il braccio di ferro va avanti da settimane, sempre più duro mano a mano che ci si avvicina alle elezioni regionali. 

Al centro il Piano Paesaggistico della Regione Toscana voluto da Anna Marson, assessore all’Urbanistica. 

Un modello di tutela ambientale.

A un passo dall’approvazione ecco spuntare un mare di emendamenti. 

Da destra e, inaspettatamente, dal centrosinistra che sostiene Marson. 

Sono praticamente la fotocopia gli uni degli altri: si prevede che le “direttive” indicate nel piano siano trasformate in semplici “indirizzi”. 

Termini tecnici, in pratica così si lascerebbe ai comuni mano libera per fare i fatti propri. 

Ancora: le criticità indicate dal Piano sarebbero da considerare semplici valutazioni. 

Non tassative.

Insomma, il Piano diventerebbe un colabrodo. 

Cominciano polemiche, lotte di corridoio, perché qui ballano interessi di centinaia di milioni. 

Il governatore Enrico Rossi, che non si sa esattamente cosa pensi in proposito, ha tentato una mediazione: “Lodo Rossi”, lo ha chiamato qualcuno. 

[vedi http://www.vasonlus.it/?p=11897 e http://www.vasonlus.it/?p=11660]

Dopo pochi giorni tutto da capo. 

Ricompaiono gli emendamenti che passeranno in commissione in queste ore. 

E che rischiano di mettere in pericolo paesaggi tra i più belli e delicati della Toscana. 

Quindi d’Italia.

Il meccanismo è affinato con il cesello, ma un occhio esperto lo “sgama”. 

Proprio com’è avvenuto quando i tecnici della Regione Toscana hanno letto i nuovi emendamenti. 

Dove era scritto che bisogna “evitare” ecco invece “contenere”. 

Lo stesso discorso vale per le piattaforme turistico-ricettive, gli enormi complessi in riva al mare che potreste trovare a Dubai. 

Insidiate anche le splendide corti lucchesi costruite nel tardo Medioevo.

Il Piano Marson mirava a evitare che fossero inglobate nella periferia che si espande. 

Ma gli emendamenti del Nazareno non ci stanno. 

In Valdarno l’obiettivo sono le balze e i calanchi. 

Poi le cave delle Apuane. 

Che devono avere molti sponsor. 

Gli emendamenti prevedono la loro riapertura praticamente senza limiti. 

Il testo degli emendamenti merita di essere letto, tocca punte di vera poesia mentre vuole dare il via libera alle ruspe: “Sono anche i macchinari che tagliano la pietra e che spuntano tra il verde delle montagne a ricordare al tempo stesso la potenza della natura e la capacità dell’uomo di inserirvisi”. 

Roba che nemmeno Carducci!

Fino al capolavoro finale: l’assalto alla via Francigena – l’antica via dei pellegrini – che attraversa tutta la campagna Toscana più intatta. 

Il piano – raccontano negli uffici regionali – prevedeva il divieto di nuove lottizzazioni che alterassero la “lettura”, cioè “la visione dei centri storici lungo i crinali”. 

Divieto cancellato, almeno nelle intenzioni. 

Ma ora si annuncia battaglia durissima. 

E Rossi dovrà dire da che parte sta.

 

 

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