Budelli, Consiglio di Stato restituisce l’isola al nuovo proprietario neozelandese

 

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è un’area protetta geomarina, composta da un vasto insieme di isole situate a nord-est della costa gallurese, nel tratto di mare tra la Sardegna e la Corsica noto come Bocche di Bonifacio.

Immagine.Parco della Maddalena

L’Arcipelago di La Maddalena fa parte della rete europea delle aree naturali di eccellenza ambientale (Sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale, entrambi denominati “Arcipelago La Maddalena”) per la presenza di habitat e forme di vita che sembrano essersi dati appuntamento per mettere in scena uno spettacolo unico al mondo: sia il Sito di Interesse Comunitario (SIC) che la Zona di Protezione Speciale (ZPS) sono classificate come ITB010008.

Il Parco comprende tutte le isole e gli isolotti appartenenti al Comune di La Maddalena in provincia di Olbia-Tempio, in Sardegna.

Il Parco è stato istituito con la Legge n. 10 del 4 gennaio 1994: il suo Ente gestore è stato disciplinato dal D.P.R. del 17maggio 1996, che ha delimitato i confini del Parco, che comprendono “tutte le isole e gli isolotti appartenenti al territorio del comune di La Maddalena, nonché le aree marine circostanti“: il decreto ha anche introdotto le prime norme di salvaguardia.

 Immagine.Carta della zonizzazione di Budelli

Le suddette “misure di salvaguardia” restano in vigore fino alla entrata in vigore del Piano di Assetto del Parco una volta definitivamente approvato.

L’incarico di redazione del Piano per il Parco, dopo oltre dieci anni di vita del Parco, nel dicembre del 2009 è stato affidato ad un’associazione di imprese con capogruppo la società Studio Silva e coordinatore l’Arch. Giovanni Cafiero; il contratto tra l’Ente Parco e l’associazione è stato firmato nel mese di gennaio 2010.

La conclusione dell’iter preliminare, avviato dalla gestione Bonanno nel mese di marzo 2008 con una prima Deliberazione del Consiglio direttivo, indispensabile per fornire le linee guida sul Piano, sempre trasmesse ai membri della Comunità del Parco, avrebbe dovuto consentire di disporre, entro la fine del 2010, del più importante strumento di pianificazione previsto dalla Legge 394/1991, da sottoporre poi all’approvazione della Regione Sardegna.

Sono state necessarie tre deliberazioni del Consiglio direttivo adottate nel 2008 – le uniche approvate dal Ministero in 13 anni di vita del Parco – e quasi tre anni di lavoro costante per individuare i criteri per la redazione del Piano e adottare gli atti propedeutici all’affidamento, dando così luogo alla selezione del gruppo di lavoro più idoneo.

Ma soltanto con Deliberazione n. 6 del 5 marzo 2014 il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno ha adottato la “proposta” del Piano di Assetto del Parco, che è stato poi trasmesso alla Comunità del Parco (per acquisirne il proprio “parere” consultivo ma obbligatorio) ed alla Regione Autonoma Sardegna per il prosieguo dell’iter che consiste nel “parere motivato” sulle osservazioni presentate alla “proposta” di Piano, espresso dall’Ufficio VAS della Regione in collaborazione con l’Ente Parco, con le eventuali modifiche ed integrazioni apportate alla “proposta” di Piano in accoglimento delle osservazioni, cui seguirà l’adozione del Piano di Assetto e la sua pubblicazione per 40 giorni e le controdeduzioni entro 30 giorni dell’Ente Parco alle osservazioni presentate al Piano di Adottato.

Immagine.Giuseppe Bonanno.00

Giuseppe Bonanno

All’arcipelago di La Maddalena appartiene anche l’isola di Budelli, che si trova a poche centinaia di metri a sud delle isole di Razzoli e Santa Maria, separata dal passo “Chiecca di Morto”.

Immagine.Veduta arcipelago con isola Budelli

Ha una superficie di 1,6 chilometri quadrati e uno sviluppo costiero di 12,3 chilometri: è abitata da una sola persona.

Immagine.Isola di Budelli.1

Budelli è considerata una delle più belle isole del Mediterraneo, nonché simbolo del Parco nazionale; è conosciuta anche all’estero per via della sua famosa spiaggia rosa, situata nella parte sud-orientale dell’isola, che deve il suo colore tipico ai frammenti sminuzzati di un microrganismo chiamato Miniacina miniacea.

Immagine.Isola Budelli.4

Immagine.Isola Buidelli.00

In base alle misure di salvaguardia, tuttora vigenti, la parte terrestre dell’isola di Budelli è stata destinata a Zona Tb, di “rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e storico o con maggiore grado di antropizzazione”, mentre le sue aree marine sono state destinate a Zona Mb, di “rilevante interesse naturalistico nella quale il rapporto tra uomo e ambiente è autorizzato secondo determinate modalità”.

Immagine.Immagini dell'isola dei Budelli.2

Nelle zone Tb dell’area terrestre del Parco nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena sono vietati:

– la cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali;

– la raccolta ed il danneggiamento della flora endemica e rara o in pericolo di estinzione;

– l’introduzione di specie esotiche nei rimboschimenti;

– l’introduzione di specie animali estranee ai luoghi e in contrasto con la fauna esistente o compatibile;

– le opere che comportino modifiche permanenti al regime delle acque, fatte salve le opere necessarie per la sicurezza delle popolazioni;

– la raccolta di fossili, concrezioni, minerali con esclusione di quanto necessario per le attività scientifiche effettuate anche da amatori purché all’uopo autorizzati;

– l’apertura di nuovi campeggi su tutte le isole;

– l’accesso nelle aree di nidificazione coloniale degli uccelli marini;

– l’apertura e l’esercizio di cave e miniere;

– la realizzazione di nuovi edifici;

– la ristrutturazione delle costruzioni di proprietà demaniale per uso turistico residenziale anche legata all’attività di ricerca; fermo restando che tali strutture possono essere recuperate e ristrutturate per usi di interesse generale  compatibili.

Sono invece consentiti:

– le escursioni su tutte le isole dell’Arcipelago, ad eccezione delle aree di nidificazione coloniale degli uccelli marini. In tali aree, in determinati periodi, sono consentite visite guidate, previa

autorizzazione dell’organismo di gestione del Parco;

– il prelievo dei soli materiali lapidei necessari ai restauri conservativi e particolari opere monumentali e/o di arredo urbano, previa autorizzazione dell’organismo di gestione del Parco.

Immagine.Immagine dell'isola dei Budelli.3

Le aree marine dell’isola Budelli sono state destinate a Zona MB, dove sono vietate:

– l’asportazione, anche parziale, e il danneggiamento delle formazioni litologiche e minerali;

– l’approdo nelle aree di nidificazione coloniale degli uccelli marini;

– la pesca subacquea non regolamentata;

– l’utilizzo di armi, di qualsiasi mezzo distruttivo, nonché di sostanze tossiche ed inquinanti, di esplosivi, tranne per necessità inerenti lavori di interesse pubblico, previa autorizzazione dell’organismo di gestione del Parco;

– la pesca esercitata con reti a strascico, attrezzi derivanti di lunghezza superiore ad 1 km, salvo norme regionali più restrittive.

Vi sono invece consentiti:

– le attività di pesca, secondo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di pesca, previa autorizzazione rilasciata dall’organismo di gestione del Parco, per la pesca sportiva, e dalla capitaneria di Porto, per la pesca professionale riservata ai pescatori professionisti residenti nell’area del Parco nazionale;

– la balneazione e l’immersione con apparecchi autorespiratori;

– la pesca subacquea, previa autorizzazione rilasciata dall’organismo di gestione del Parco che ne determinerà i criteri con priorità ai residenti de La Maddalena;

– la navigazione, la sosta e l’ancoraggio di navi e natanti di ogni genere e tipo oltre i 300 m dalla

costa; in tutta l’area, evidenziata dal tratteggio orizzontale, ivi compresi i canali di transito, sarà rispettata la velocità massima di 15 nodi.

Tutte le compagnie di navigazione che effettuano servizi di linea per i collegamenti con la Sardegna e con la Corsica, le navi da crociera, le compagnie di navigazione con sede nel territorio del Parco che effettuano servizi commerciali seguiranno soltanto le rotte evidenziate sulla carta dal tratteggio verticale;

– la navigazione, la sosta, l’ancoraggio e l’ormeggio di navi e natanti di ogni genere e tipo entro i 300 m dalla costa ai residenti e a tutti coloro che siano muniti di regolare permesso rilasciato dall’organismo di gestione del Parco.

In prossimità di zone di particolare interesse, o al fine di evitare il danneggiamento delle praterie di Posidonia verrà proibito l’uso di ancore e assicurato l’ormeggio tramite gavitelli e boe il cui utilizzo sarà regolamentato  dall’organismo di gestione del Parco. Resta fermo, comunque, il limite di velocità, entro i 300 m dalla costa di 7 nodi.

Immagine.Isola di Budelli

L’isola di Budelli è stata di proprietà privata sin dal 1800: con provvedimento del 12 dicembre 1984 il Prefetto di Sassari ha autorizzato il signor Tizzoni Fiorino ad alienare “l’intera isola di Budelli” alla società Nuova Gallura Immobiliare S.r.l., con sede a Milano, che è andata poi fallita. 

La procedura di vendita all’asta, con base a 2.945.000 euro, si è aperta il 1° ottobre 2013 nel Tribunale di Tempio Pausania, in Gallura: ad aggiudicarsela è stato Michael Richard Harte, un imprenditore neozelandese con società in Svizzera, che a detta del suo avvocato gallurese Giò Mura si tratta “di un vero ambientalista, innamorato di Budelli e dell’arcipelago della Maddalena da decenni, un neozelandese impegnato nella autentica conservazione della flora e della fauna marina e terrestre, ha vissuto in varie parti del mondo ed è coinvolto in significativi progetti di conservazione marina e terrestre in vari siti“.

 Immagine.Michael Harte

Michael Richard Harte

É una persona molto sensibile alle preoccupazioni e alle istanze degli ambientalisti locali” ha chiarito ancora l’avvocato Mura, che ha rappresentato lo studio legale toscano, primo patrocinatore del neozelandese, nell’udienza di oggi davanti al giudice dell’esecuzione immobiliare di Tempio Pausania, Alessandro di Giacomo: ”Ha acquistato l’isola con l’obiettivo di preservarne l’ecosistema in conformità con gli ideali dell’Ente Parco dell’Arcipelago.

Sottoporrà uno specifico piano di conservazione dell’isola alle autorità e alla comunità locale della Maddalena per lavorare insieme impegnandosi in un progetto di conservazione che tenga conto del migliore interesse di tutti coloro che amano e rispettano questo speciale arcipelago e la sua straordinaria modalità di vita“.

A dimostrazione concreta di queste sue intenzioni, ha poi manifestato la volontà di costituire la fondazione onlus “La Maddalena Osservatorio della Vita Marina”, il cui atto costitutivo e il cui statuto, in bozza, sono stati poi depositati nelle successive cause a TAR e Consiglio di Stato: vede nel comitato di indirizzo il presidente del parco marino, il sindaco della Maddalena, i rappresentanti del F.A.I. e di Legambiente e, nel comitato scientifico, docenti universitari di biologia marina ed esperti dell’Enea (Agenzia Centro Ricerche ambiente marino della Spezia).

Le reazioni, popolari ed istituzionali, non si sono fatte attendere.

Una petizione denominata “salviamobudelli” lanciata dall’ex Ministro Alfonso Pecoraro Scanio sul sito “Change.org” è riuscita a raccogliere più di 100.000 firme, con lo scopo di sensibilizzare lo Stato italiano in modo da “riconquistare l’isola”.

 Immagine.Alfonso Pecoraro Scanio

Alfonso Pecoraro Scanio

La crescente mobilitazione ha sortito l’effetto sperato.

La legge di stabilità 147/2013 all’art. 1 comma 115° ha disposto l’autorizzazione alla spesa di 3 milioni di euro nel 2014 per l’acquisto dell’isola di Budelli in sede di esercizio del diritto di prelazione: tale norma espressamente deroga l’art. 1-quater del D.L. 6.7.2011 n. 98 che pone divieti all’acquisto di immobili a titolo oneroso da parte delle amministrazioni pubbliche.

Il 7 gennaio del 2014  il presidente del Parco Nazionale, Giuseppe Bonanno, ha così depositato al Tribunale civile di Tempio Pausania gli atti per esercitare il diritto di prelazione su Budelli, ricordando che «gli adempimenti legali portati a termine in questi giorni, relativi al procedimento di asta fallimentare che aveva coinvolto i precedenti proprietari dell’isola, sono stati adottati in ottemperanza alle disposizioni dell’art. 15 della Legge quadro sulle aree protette e alle previsioni dell’art. 1, comma 115, della Legge di stabilità 2014, con cui il parlamento ha manifestato la sua indiscussa volontà di rendere patrimonio dello Stato il simbolo del Parco nazionale e la cui approvazione è giunta a conclusione di una lunga mobilitazione: dalla fine dello scorso mese di ottobre, centomila cittadini e molte personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’ambiente avevano aderito con entusiasmo alla campagna di raccolta firme promossa, attraverso la piattaforma di petizioni Change.org, dall’ex Ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde».

Il 28 febbraio 2014 Michael Richard Harte ha presentato il ricorso RG 163, con cui ha chiesto l’annullamento della richiesta di prelazione dell’Ente Parco Nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, previa domanda cautelare, che è stata respinta con Ordinanza del TAR Sardegna n. 95 del 26 marzo 2014.

Con successiva Sentenza del TAR Sardegna n. 856 del 17 ottobre 2014 è stato poi respinto l’intero ricorso.

Michael Richard Harte ha allora impugnato la pronuncia del TAR con un ricorso che è stato accolto con Sentenza del Consiglio di Stato n. 1854 del 13 aprile 2015.

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Con questo titolo sul sito http://www.repubblica.it/ il 13 aprile è stato pubblicato il seguente articolo, con questo sottotitolo: “La sesta sezione dell’organismo di giustizia amministrativa annulla il diritto di prelazione che il Tar della Sardegna aveva riconosciuto all’Ente Parco della Maddalena per l’assenza di un piano di tutela, attualmente  in attesa di approvazione da parte della Regione Sardegna. Il presidente dell’ente, Giuseppe Bonanno: “Se ci sono i margini ricorreremo alla giustizia europea”. Ma altri esultano: “Per proteggere l’isola bastano i vincoli”.

ROMA – L’isola di Budelli, perla dell’arcipelago della Maddalena, continuerà a essere protetta da vincoli ambientali e paesaggistici ferrei, ma deve tornare nelle mani del suo legittimo proprietario. 

Che non è il pubblico, ovvero l’Ente Parco della Maddalena, che avrebbe voluto esercitare un diritto di prelazione riconosciuto dal Tar, bensì il privato: il magnate neozelandese Michael Harte, vincitore dell’asta con cui due anni fa si era conclusa la procedura fallimentare della società immobiliare svizzera che fino a quel momento era stata la proprietaria dell’isola sarda celebre per l’ormai inavvicinabile spiaggia rosa. 

È il verdetto, per molti versi sorprendente, del Consiglio di Stato, che con la sentenza n. 1854 oggi ha annullato la prelazione dello Stato perché l’Ente Parco non ha predisposto un piano di tutela che giace alla Regione Sardegna in attesa di approvazione. 

Amarezza ma non rassegnazione nelle parole di Giuseppe Bonanno, presidente dell’Ente Parco della Maddalena, che medita di esportare la battaglia per “Budelli bene pubblico” in Europa.  

Non molliamo, la procedura non finisce qui. Se ci sono margini, la nostra intenzione è il ricorso alla giustizia europea. Budelli merita di più“.

Nella sentenza, la sesta sezione del Consiglio di Stato sottolinea che l’isola di Budelli era proprietà privata ben prima dell’istituzione del Parco della Maddalena.

Tanto, si rileva, che nel 1984 il prefetto di Sassari autorizzò il proprietario ad alienare a una società privata “l’intera isola di Budelli“. 

Sul piano strettamente giuridico, l’organismo di giustizia amministrativa ha ricordato che “il diritto di prelazione ha carattere ablatorio della proprietà privata, cioè sostanzialmente espropriativo, e come tale deve avere una base legale certa, conformemente a quanto da sempre ritenuto pacifico e più volte ribadito anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo“. 

La legge n. 394 del 1991, come condizione per il legittimo esercizio della prelazione, richiede che sia “adottato un piano di tutela del parco e che la prelazione possa riguardare solo le aree che in quel piano siano classificate nelle prime due zone di maggior tutela“. 

Ma “in questi lunghi anni – sottolinea il Consiglio di Stato – il piano non è stato adottato dall’amministrazione e la sua mancanza inesorabilmente impedisce l’esercizio del diritto di prelazione“. 

Circostanza che “era stata sottolineata dal Consiglio di Stato anche nell’ordinanza cautelare emessa in corso di giudizio circa un anno fa“.

Questa base legale, osserva il Consiglio di Stato, “non può essere impropriamente surrogata da altro strumento pianificatorio, diverso per contenuti e finalità, come aveva invece ritenuto in primo grado il Tribunale amministrativo della Sardegna.  

Né è sufficiente lo stanziamento in legge della somma necessaria, in quanto la copertura finanziaria presuppone comunque che la prelazione sia esercitata legittimamente“. 

Quindi, per il Consiglio di Stato non bastava pareggiare l’offerta di Harte, cosa che il governo Letta, (ministro dell’Ambiente era Andrea Orlando) aveva fatto approvando poco più di un anno fa uno specifico emendamento “Budelli” nella legge di stabilità. 

Bisognava avere le spalle coperte da un diritto di prelazione che il Tar della Sardegna aveva erroneamente, secondo il Consiglio di Stato, riconosciuto al pubblico.

Bonanno, come anticipato, non accetta il verdetto. 

Oggi è stata compiuta un’ingiustizia nei confronti dell’Isola di Budelli” dice rammaricato all’Ansa il presidente dell’Ente Parco, “questa diatriba non fa altro che dilatare i tempi di una tutela che da anni è in stand by: se da una parte è vero che comunque sull’Isola di Budelli permangono i vincoli, è anche vero che non ci è consentito avviare interventi di valorizzazione. Non vogliamo abbandonare questa battaglia“, prosegue Bonanno, “da trent’anni l’Isola di Budelli è stata abbandonata a se stessa e alle vicende personali dei proprietari, che l’hanno portata a esser svenduta nelle aule dei tribunali. Noi vogliamo sottrarla a queste vicissitudini” anche perché “non è sempre vero che una cosa nelle mani di un privato funzioni a prescindere, che funzioni meglio del pubblico“. 

Il privato, il banchiere neozelandese Michael Harte, acquisì Budelli nell’ottobre del 2013 a un’asta giudiziaria. 

Due milioni e 900mila euro per dirsi proprietario di un gioiello naturale, 160 ettari sottoposti a vincolo assoluto di inedificabilità, circondati da un mare cristallino. 

La notizia era finita sulle prime pagine imbarazzando una politica che di quell’asta aveva quasi finto di ignorare l’esistenza. 

Si era allora cercato di recuperare il terreno perduto, e l’immagine, avviando la procedura del “diritto di prelazione” esercitato dal Parco dell’arcipelago di La Maddalena. 

Harte aveva fatto ricorso al Tar sardo, vedendosi dare torto lo scorso ottobre, quando il tribunale amministrativo aveva confermato la prelazione all’Ente Parco. 

Il neozelandese aveva quindi presentato istanza al Consiglio di Stato, che oggi ribalta la prospettiva. 

Sgomento anche in Loredana De Petris e Luciano Uras, rispettivamente presidente del Gruppo Misto-Sel al Senato e il senatore di Sel, che su Budelli avevano fatto battaglia in Parlamento.

 Immagine.Loredana de Petris

Loredana De Petris

Immagine.Luciano Uras

Luciano Uras

La decisione della sesta  sezione del Consiglio di Stato di consentire la messa in vendita e la privatizzazione dell’isola di Budelli annullando, nonostante una precisa legge in materia, la prelazione dello Stato e dell’Ente Parco, ci lascia sconcertati“, affermano i due senatori, “la motivazione addotta, il fatto cioè che non sia ancora stato adottato il piano di assetto, che ci risulta essere in attesa di approvazione dal parte della Regione Sardegna, appare palesemente pretestuosa, anche se ci piacerebbe sapere perché quel piano non è stato ancora approvato.

In questa maniera l’isola tornerà al magnate neozelandese Michael Harte e verranno spalancate le porte alla svendita delle principali risorse e bellezze naturali del nostro Paese“.

Deve però essere chiaro – concludono i senatori di Sel – che per noi questa incredibile vicenda non può certo finire così. Non lasceremo nulla di intentato per far sì che Budelli sia acquisita alla proprietà del Parco, così come prevedono la legge di stabilità 2014 e la legge 394“.

Chiede allo Stato di “non mollare” un altro protagonista della vicenda, l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, attuale presidente della Fondazione Univerde e promotore di una petizione, #salviamobudelli, che su Change.org aveva raccolto l’adesione di oltre 100.000 persone.

La sentenza è sconcertante – spiega Pecoraro Scanio – anche perché il diritto di prelazione è previsto nelle zone di riserva integrale, proprio come l’Isola di Budelli“.

Anche l’ex ministro esprime sorpresa per il fatto “che possa essere ribaltata una decisione del Parlamento italiano” e, aggiunge: “Stupisce che il formalismo giuridico possa impedire un diritto-dovere dello Stato, ribadito anche con un’apposita norma ad hoc votata dal Parlamento“.

Auspichiamo che il parco continui ogni azione giudiziaria utile, anche in sede europea, a salvaguardare il diritto dovere dello Stato di garantire la tutela anche con l’acquisizione di beni naturalistici unici“.

E che “il Parlamento intervenga al più presto“.

Ma c’è anche chi invece si dice, seppur “moderatamente“, soddisfatto.

È il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti.

 Immagine.Angelo Comiti

Angelo Comiti

Budelli è di proprietà privata dalla metà dell’Ottocento, così come la quasi totalità delle isole dell’arcipelago – spiega il sindaco ancora all’Ansa -. Per questo non sono preoccupato, anzi.

La tutela dell’Isola di Budelli sta nei vincoli che la proteggono, che permangono a prescindere dalla proprietà.

Quel che è certo è che le risorse del privato sono sicuramente più veloci di quelle degli Enti pubblici, quindi quelle del Ministero o dell’Ente Parco: nei due incontri tenuti in passato con mister Harte, lui si è detto pronto ad avviare progetti di rinaturalizzazione, riqualificazione, con il ripristino della sentieristica“. Dello stesso avviso è Legambiente.

Per proteggere un bene prezioso come l’isola di Budelli non occorre comprarla.

Lo abbiamo sempre sostenuto.

Esistono vincoli e norme che possono tutelarla nel modo più idoneo, preservando il suo valore ambientale e paesaggistico senza necessariamente dover spendere soldi dello Stato per acquisirla” dichiara Sebastiano Venneri, responsabile Mare dell’associazione ambientalista.

 Immagine.Sebastiano Venneri

Sebastiano Venneri

Acquistare quell’isola sarebbe stata una spesa inutile – aggiunge Venneri -, Il territorio italiano è pieno di beni privati, isole, colline, boschi, montagne, delle cui sorti per fortuna non dispone il proprietario del bene e per l’acquisto dei quali non basterebbe una legge Finanziaria.

Se si vuole realmente tutelare l’ambiente nell’arcipelago, meglio utilizzare quei fondi per completare la bonifica dei fondali dell’isola della Maddalena, o usarli per dare ossigeno alle aree marine protette della Sardegna piuttosto che sprecarli in acquisti inutili“.

Su Twitter, il deputato Pd Michele Anzaldi ricorda che la Commissione ambiente della Camera aveva manifestato parere negativo all’acquisto di Budelli, per il quale si era poi integrata appositamente la legge di stabilità 2014 con apposito emendamento.

 Immagine.Michele Anzaldi

Michele Anzaldi

Danno per erario, soldi sottratti ad ambiente. Chi paga?“.

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