Coronavirus: i veterinari raccomandano di tenere i gatti in casa

 

Per aiutare a prevenire la diffusione del coronavirus, gli scienziati veterinari ci raccomandano di tenere i nostri gatti domestici in casa, ma la British Veterinary Association dice che comunque «i proprietari non devono preoccuparsi di alcun rischio di infezione da parte dei loro animali domestici» e Angel Almendros, del Veterinary Medical Centre della City University di Hong Kong, ha detto a BBC News che «non esiste un singolo caso di un cane o un gatto che infetta un essere umano con Covid-19.»

Nel recente paper “Can companion animals become infected with Covid-19?” pubblicato su Bmj Journal – VetRecord, Almendros riferisce del caso di un cane che, secondo l’Agriculture, fisheries and conservation department (Afcd) di Hong Kong, era stato apparentemente infettato dal suo proprietario e, in effetti, i campioni prelevati dalle cavità orale e nasale dell’animale sono risultati debolmente positivi al Covid-19 in cinque test separati successivi realizzati per un periodo di due settimane. 

Dopo a Hong Kong è risultato positivo al Covid-19 solo un altro cane, un pastore tedesco di due anni, anch’esso di proprietà di un paziente con infezione da Covid-19. 

Finora, sono stati testati molti altri cani e gatti con risultati sempre negativi.

A Hong Kong Sono in corso studi per comprendere meglio i rischi e le conseguenze delle infezioni da SARS-CoV-2 negli animali domestici.

Ma Almendros sottolinea che «anche dove abbiamo questi risultati positivi, gli animali non si ammalano.

Come nel precedente focolaio di Sars-Cov a Hong Kong, nel 2003, in cui un certo numero di animali domestici era infetto ma non si ammalò mai, non ci sono prove che cani o gatti possano ammalarsi o infettare le persone».

Per prevenire qualsiasi rischio proveniente da animali domestici che trasportano nella loro pelliccia il virus passatogli dalle mani dei loro proprietari nella loro pelliccia, la presidente della British veterinary association (BVA), Daniella Dos Santos ha sollecitato i proprietari a «prendere precauzioni sensate: praticate una buona igiene delle mani, cercate di tenere i gatti in casa.

Evitate il contatto non necessario con i vostri animali domestici, ad esempio un abbraccio o permettendo loro di leccarvi il ​​viso e non toccate i cani di altre persone quando passeggiano».

Come viene trasmesso il Covid-19 dall’uomo agli animali?

Sembra che, come noi, i gatti possano prenderlo dalle goccioline respiratorie, con le particelle di virus sospese nell’aria quando tossiamo, starnutiamo o espiriamo.

Dopo un caso in Belgio in cui un gatto è risultato positivo circa una settimana dopo che il suo proprietario aveva mostrato sintomi, un team di scienziati cinesi dello State Key Laboratory of Veterinary Biotechnology dell’Harbin Veterinary Research Institutee del National High Containment Laboratory for Animal Diseases Control and Prevention, hanno pre-pubblicato su bioRxiv lo studio “Susceptibility of ferrets, cats, dogs, and different domestic animals to SARS-coronavirus-2” nel quale forniscono le prove che «i gatti infetti possono trasmettere il virus ad altri gatti».

Bryan Charleston, direttore del Pirbright Institute del Regno Unito, specializzato nello studio di malattie infettive, ha detto in un’intervista a BBC News: «Insieme all’apparente infezione di una tigre, è interessante notare che, dalle evidenze sperimentali, i felini possono essere infettati».

Charleston si riferisce al caso di Nadia, una tigre della Malesia di 4 anni dello Zoo del Bronx di New York che si è rivelata positiva al Covid-19 negli Stati Uniti.

E a cosa è stata confermata successivamente dal National veterinary services laboratory dello Iowa.

Dopo si è scoperto che Nadia, insieme ad altri 6 grandi felini, sia stata infettata da un guardiano dello zoo asintomatico.

I grandi felini dello zoo del Bronx hanno iniziato a mostrare dei sintomi, tra i quali una tosse secca, alla fine di marzo dopo aver avuto contatti con un dipendente che non è stato identificato.

Il 5 aprile, il veterinario capo dello zoo, Paul Calle, ha detto alla Reuters che «questa è la prima volta che qualcuno di noi viene a sapere in qualsiasi parte del mondo che una persona ha infettato un’animale e che l’animale si è ammalato».

Calle ha detto di voler condividere i risultati degli studi sui felini del suo zoo con altri giardini zoologici e istituzioni che ricercano di capire come si trasmette il Covid-19: «Abbiamo testato il felino con molta cautela e ci assicureremo che qualsiasi conoscenza acquisita sul Covid-19 contribuirà alla continua comprensione del mondo di questo nuovo coronavirus».

Lo zoo ha assicurato che Nadia, sua sorella Azul, due tigri dell’Amur e tre leoni africani che hanno mostrato sintomi, dovrebbero riprendersi completamente.

I grandi felini hanno mostrato una certa diminuzione dell’appetito ma le cure veterinarie stanno andando bene e tigri e leoni «sono brillanti, vigili e interattivi con i loro guardiani.

Non sappiamo come il virus si svilupperà in animali come tigri e leoni poiché le diverse specie possono reagire in modo diverso alle nuove infezioni, ma tutti gli animali saranno attentamente monitorati».

Ci sono prove che gli esseri umani possono trasmettere infezioni respiratorie alle grandi scimmie selvatiche, il che preoccupa molto le associazioni ambientaliste e i ricercatori che proteggono questi animali in via di estinzione, compresi i gorilla e gli oranghi, tanto che il  Great Ape Health Consortium, ha lanciato su Nature un appello per un’azione urgente per proteggere i nostri parenti viventi più stretti dalla minaccia del coronavirus..

Il Covid-10 è una zoonosi trasmessa da un animale (i maggiori indiziati sono pipistrelli e pangolini) all’uomo, ma ora sono gli esseri umani infetti a costituire una minaccia per altre specie.

Charleston spiega ancora: «Sappiamo che il virus ha fatto il salto da un animale all’uomo, ma questo sembra essere dovuto al fatto che le persone stavano mangiando quegli animali infetti» e non ci sono prove che gli animali domestici possano ripassare questa malattia alle persone.

La British Veterinary Association sottolinea che, «se un animale domestico dovesse entrare in contatto con qualcuno che è malato, come qualsiasi superficie, la pelliccia di un animale potrebbe trasportare il virus per un certo periodo».

Ed è per questo che i veterinari raccomandano di estendere il consiglio di rimanere a casa anche ai nostri animali domestici.

Almendros conclude: «Tratta gli animali domestici come le altre persone della tua famiglia.

Quindi, se ti senti male, è meglio non interagire con loro.

Spero che, con i giusti consigli e informazioni, i proprietari di animali domestici possano dormire un po’ meglio. In questi giorni non è facile, lo so».

(Articolo pubblicato con questo titolo l’8 aprile 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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